Crollo dei socialisti in Europa: si dimette la leader della Spd

La leader della Spd si dimette dopo il pessimo risultato delle elezioni europee. Andrea Nahles dice addio dopo il 15% fatto registrare una settimana fa

Crollo dei socialisti in Europa: si dimette la leader della Spd

Il crollo dei socialdemocratici europei ha portato con sè degli strascichi. Tra questi, il più rilevante per ora è l'atto con cui Andrea Nahles ha rinunciato a guidare la Spd.

Il primo vertice femminile nella storia politica dei socialdemocratici teutonici avrebbe dovuto far uscire i suoi dalla pessima situazione lasciata in eredità da Martin Schulz, rinnovando il partito e attualizzando le istante portate avanti, ma così non è stato. La dichiarazione di rinuncia, come si apprende sull'agenzia Lapresse, è arrivata poco fa, cioè una settimana dopo la tornata per il rinnovo del Parlamento europeo: "Non ho più il sostegno necessario per esercitare le mie funzioni", ha dichiarato l'ex ministro del Lavoto. La Spd, lo scorso 26 maggio, si è attestata attorno al 15%, facendo registrare l'ennesimo calo consensuale subito in questi ultimi due anni. La maggior parte dei voti persi nel corso di quest'ultimo biennio è finita dalle parti dei Verdi, che si candidano così a rappresentare la principale alternativa, almeno tra quelle presenti a sinistra, del Partito socialista europeo.

Si apre, adesso, un obbligato ragionamento interno sul da farsi. Tempo ce n'è, ma non troppo: il mandato di Angela Merkel scadrà nel 2021. La leadership dei socialdemocratici andrà ridiscussa, ma pure la piattaforma politico-programmatica potrebbe subire delle modifiche profonde. Vale la pena ricordare come, solo nel 2017, la Spd avesse preso quasi il 25% dei consensi totali, piazzandosi al secondo posto del podio delle elezioni politiche, dietro solo alla coalizione formata da Cdu e Csu.

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