"Putin non è più a Mosca": giallo sul rifugio segreto dello Zar

Ancora ipotesi su Vladimir Putin: dall'esercito di figuranti compiacenti al rifugio segreto sull'Altaj, al confine con la Mongolia

"Putin non è più a Mosca": giallo sul rifugio segreto dello Zar

Continuano le congetture su Vladimir Putin. Dopo la villa sulle rive del Mar Nero mostrata dagli attivisti di Navalny, principale antagonista del presidente russo, ecco diffondersi alcune indiscrezioni circa il luogo nel quale il capo del Cremlino si troverebbe in questo momento.

A dare la notizia è La Stampa che, nel riportare alcune indiscrezioni, parla addirittura di un rifugio segreto sull'Altaj, una zona remota al confine tra Russia e Mongolia. Non solo. Secondo il quotidiano torinese la stessa ultima apparizione in tv di Vladimir Putin sarebbe sospetta. In particolare viene spiegato come la figura del presidente russo appaia manipolata per essere sovrapposta a quella di un gruppo di hostess che figurano vicino a lui. Viene fatta inoltre notare una specifica hostess, una donna bionda, che secondo La Stampa sarebbe già comparsa diverse volte a fianco di Putin. Pare infatti sia apparsa in altre occasioni, una volta come pescatrice in un'azienda visitata dal presidente, un'altra come una venditrice di gelato al salone aerospaziale di Zhukovsky. Insomma, le congetture sono tante. E secondo certe interpretazioni, Putin avrebbe addirittura un "esercito" di cittadini compiacenti pronti ad acclamarlo a comando.

La Stampa, tuttavia, non si limita a questo, ma parla di un rifugio segreto. Putin, dunque, non si troverebbe al Cremlino. Un po' come si è diffusa la notizia che il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky sia già scappato in Polonia (notizia subito smentita da Kiev), adesso cominciano a diffondersi le ipotesi che il capo del Cremlino non sia a Mosca. Alcune voci escludono che il presidente si trovi in una delle sue dacie a Sochi, parlano piuttosto di un rifugio segreto sull'Altaj.

Fra le varie notizie che arrivano dalla Russia, c'è poi anche quella relativa alla manifestazione contro la guerra che si è tenuta domenica scorsa. Manifestazione durante la quale, secondo alcune fonti, molti giovani sarebbero stati arrestati ed in alcuni casi anche picchiati dai poliziotti. Fra le testimonianze riportate da Novaya Gazeta, c'è quella di Anna Simonyan, 19 anni, che racconta di essere stata addirittura minacciata di stupro e sottoposta alla tortura del "waterboarding" al commissariato del quartiere Brateevo.

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