Femministe contro Sanchez: "Troppo vicino a gay e trans"

Le femministe spagnole furiose con il premier socialista per le nomine di Beatriz Gimeno, dal 2003 al 2007 a guida della Federazione Lgbt spagnola, e di Boti García Rodrigo, a capo di due istituti importanti

In Spagna è in atto un vero e proprio cortocircuito tutto a sinistra fra femministe radicali e mondo Lgbt. Si profila uno scontro, infatti, fra le femministe spagnole vicine al partito socialista più radicali e il mondo queer che guarda invece a Podemos. Il ministro dell’Uguaglianza Irene Montero, membro di Podemos, ha nominato Beatriz Gimeno, dal 2003 al 2007 a capo della Federazione Lgbt spagnola, direttrice dell’Istituto per le donne e la parità e Boti García Rodrigo, settantacinquenne attivista omosessuale, a capo della nuova divisione "Diversità sessuale e Lgbt". Due nomine che hanno fatto infuriare le femministe del partito socialista, che si sono sentite scavalcate.

Le femministe insorgono contro lo strapotere gay e trans

Come riporta La Verità, le femministe spagnole sono perlopiù contrarie alle teorie gender e all'idea "che uno possa dichiararsi uomo o donna a seconda di come si sente", come ha spiegato un'attivista al quotidiano El Mundo. Secondo le femministe, "con l'assalto al ministero dell'Uguaglianza, i collettivi queer si sono impadroniti di strutture che avevamo impiegato 40 anni a far nostre". A prendere posizione è quella fetta di mondo femminista contrario all'utero in affitto, che ribadisce il suo no allo sfruttamento delle donne e alla compravendita di bambini. Il fatto che Podemos abbia optato per assumere posizioni vicine al movimento Queer, una tendenza importata dagli Stati Uniti, infastidisce molto le femministe vicine al partito socialista. E che il governo Sanchez si sia piegato su queste posizioni, per compiacere il mondo trans e gay, dimenticando completamente il movimento femminista, è ciò che fa crescere ancora più la rabbia tra le attiviste.

Sempre secondo La Verità, le femministe stanno organizzando proteste in tutto il Paese, anche contro il disegno di legge del Psoe che permetterà già all'età di 16 anni, senza autorizzazione dei genitori, di poter cambiare nome e sesso all' anagrafe. La proposta arriva da Carla Antonelli, socialista, il primo deputato trans in Parlamento, convinta che i pareri degli psicologi siano inutili e discriminanti. Le femministe sono furiose, inoltre, dell'iniziativa del governo di chiamare l'8 maggio non più festa della donna ma dei "corpi femminilizzati". Un vero affronto per le femministe spagnole.

L'attivista che giustifica il rogo delle chiese

La nomina di Beatriz Gimeno a direttrice dell’Istituto per le donne e la parità fa discutere, non solo a sinistra. In particolare, riporta Tempi, sono preoccupanti le sue posizioni fortemente anticattoliche espresse in un articolo che la neodirettrice firmò nel 2013 su Eldiario.es, nel quale giustificò la persecuzione anticattolica avvenuta durante la guerra civile spagnola degli anni Trenta. "In quei paesi dove la Chiesa (o le chiese) si trovano sullo stesso piano delle libertà di tutti gli altri, nessuno sente il bisogno di bruciare le chiese" osservò. "Ma questo non è il nostro caso. Il profondo disgusto che molte persone provano qui per la Chiesa cattolica è giustificato. Qui la religione non è mai stata una scelta personale, vissuta liberamente e pacificamente, ma un’imposizione calata dall’alto dalle strutture dello Stato".