"Casi di trombosi". Ed è bufera: già sei Paesi rifiutano Astrazeneca

In Danimarca è stata sospesa la somministrazione per alemno 14 giorni per problemi di coagulazione in alcuni pazienti

"Casi di trombosi". Ed è bufera: già sei Paesi rifiutano Astrazeneca

La Danimarca ha sospeso per due settimane la somministrazione del vaccino anti-Covid prodotto da AstraZeneca per problemi di coagulazione in alcuni pazienti. Lo stop all'uso è dovuto al rischio di effetti collaterali potenzialmente seri.

La Danimarca blocca il vaccino

Come riportato da alcuni media internazionali, la decisione è stata presa dal ministro della Salute danese Magnus Heunicke, dopo che si sono verificati diversi casi di formazione di coaguli di sangue e problemi di circolazione in persone vaccinate con il siero di AstraZeneca. Il ministro ha comunque precisato su Twitter, che non è ancora chiaro se tali problemi siano legati o meno al vaccino inoculato. Dovranno essere condotte ulteriori indagini. Il provvedimento è arrivato in seguito a diverse segnalazioni di casi gravi. Come spiegato dall’autorità danese, "l'Agenzia europea per i medicinali ha avviato un'indagine sul vaccino AstraZeneca. Un rapporto si riferisce a un decesso anche in Danimarca. Al momento non si può concludere che esista un legame tra il vaccino e i coaguli di sangue".

La sospensione durerà per 14 giorni, durante i quali l’Autorità danese per la salute e i medicinali, con l'Agenzia danese per i medicinali, farà una nuova valutazione. Søren Brostrøm, il direttore del National Board of Health, ha affermato che in questo momento c’è bisogno di tutti vaccini possibili e che sospendere uno di questi non è una decisione presa a cuor leggero, ma che il fatto di dover vaccinare molte persone porta a rispondere velocemente se vengono riscontrati possibili gravi effetti collaterali. Ha inoltre tenuto a precisare che la Danimarca non ha rinunciato al vaccino AstraZeneca ma ha solo deciso di sospenderlo. Ci saranno ripercussioni nella campagna vaccinale della Danimarca, dato che per almeno due settimane il vaccino non verrà inoculato, neanche ai cittadini che sono in attesa di ricevere la seconda dose.

Al momento tutte le prenotazioni per AstraZeneca sono bloccate. Nel nuovo piano vaccinale danese non compare questo tipo di vaccino. Ma la Danimarca non è l’unico paese ad averlo sospeso, proprio per possibili reazioni avverse anche di gravi entità dovute a un singolo lotto, sulle quali vi è la necessità di effettuare nuovi controlli.

I Paesi che hanno sospeso AstraZeneca

Il primo paese era stato l’Austria, seguito poi da altri. Il lotto ABV5300 di AstraZeneca non è stato distribuito in Italia ma in altri 17 Paesi: Austria, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Francia, Grecia, Islanda, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svezia, Estonia, Lituania, Lussemburgo, Lituania. Dopo la somministrazione infatti vi erano stati alcuni casi di trombosi, dopo che ne erano stati riscontrati altri due simili avvenuti nei giorni scorsi in Austria. Così, oltre alla Danimarca, anche Vienna, Estonia, Lituania, Lettonia e Lussemburgo avevano deciso di sospendere la somministrazione del vaccino.

L'Ema aveva tenuto a precisare che “la maggior parte delle reazioni avverse segnalate è stata di severità lieve o moderata e solitamente gli eventi si sono risolti entro pochi giorni dalla vaccinazione. Rispetto a quanto osservato nei partecipanti più giovani, reazioni avverse, che sono comunemente previste con la somministrazione di un vaccino, sono state generalmente meno frequenti e più lievi nei partecipanti con più di 65 anni”. Il primo caso era avvenuto in Austria e aveva riguardato un soggetto vaccinato con il lotto indagato. La persona aveva poi sofferto di trombosi multipla ed era deceduta 10 giorni dopo aver ricevuto il vaccino. Un secondo caso si era riscontrato in una persona che aveva invece avuto un’embolia polmonare e che al momento starebbe guarendo.

Il lotto indagato non è stato distribuito in Italia

Secondo le informazioni diffuse dall'Agenzia europea del farmaco Ema, l'Italia non sarebbe tra i Paesi che hanno ricevuto il lotto indagato ABV5300. Questo è finito sotto esame dopo un decesso avvenuto in Austria, un caso di embolia polmonare e due segnalazioni di eventi tromboembolitici. Le valutazioni proseguono ed è stato reso noto che il lotto in questione, 1 milione di dosi, ha raggiunto 17 Paesi escluso il nostro. Si tratta, lo ripetiamo, di Austria, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Francia, Grecia, Islanda, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Spagna e Svezia. L'Italia non figura tra questi. L'Ema ha precisato che dopo l'Austria, in via precauzionale anche Estonia, Lituania, Lettonia, e Lussemburgo avevano deciso di sospendere il lotto, mentre è in corso un'indagine completa. Per ultima la Danimarca che ha sospeso le vaccinazioni per due settimane. Come ha assicurato l'Ema, il Prac continuerà la sua valutazione "di qualsiasi potenziale problema con il lotto, nonché la revisione degli eventi tromboembolici e delle condizioni correlate". Da un aprima valutazione non risulterebbe comunque che sia stata la vaccinazione a causare i problemi riscontrati in alcuni soggetti. Queste condizioni non risultano neanche in elenco tra gli effetti collaterali di questo tipo di vaccino.

Aifa vieta lotto in Italia

L'Aifa ha vietato l'utilizzo in Italia di un lotto del vaccino AstraZeneca, ma non sarebbe lo stesso che ha causato la sospensione in diversi Paesi europei. Il divieto è arrivato dopo la segnalazione di alcuni eventi gravi avvenuti sul nostro territorio. L'Aifa ha spiegato che "in concomitanza temporale con la somministrazione di dosi appartenenti al lotto ABV2856 del vaccino AstraZeneca anti COVID-19, ha deciso in via precauzionale di emettere un divieto di utilizzo di tale lotto su tutto il territorio nazionale e si riserva di prendere ulteriori provvedimenti, ove necessario, anche in stretto coordinamento con l'EMA, agenzia del farmaco europea. Al momento non è stato stabilito alcun nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino e tali eventi". L'Agenzia ha inoltre reso noto che "sta effettuando tutte le verifiche del caso, acquisendo documentazioni cliniche in stretta collaborazione con i NAS e le autorità competenti. I campioni di tale lotto verranno analizzati dall'Istituto Superiore di Sanità. AIFA comunicherà tempestivamente qualunque nuova informazione dovesse rendersi disponibile".

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