I soldati italiani restano in Iraq

Guerini conferma la presenza dei militari in Iraq e gli Usa ringraziano. Ma le nostre truppe potrebbero essere nel mirino

I militari italiani restano in Iraq. È questa la comunicazione data dal ministro della Difesa, Guerini al Segretario di Stato Mark Esper nel corso di una telefonata: "Non c'è alcun ritiro italiano o delle altre forze che compongono la coalizione internazionale a Baghdad". In questo momento sul territorio iracheno sono presenti circa 10mila soldati di diversi Paesi. Il nostro Paese avrebbe chiesto un maggior coordinamento, come ricorda Il Corriere, agli Stati Uniti. Un messaggio per ricordare a Washington lo stupore che ha destato anche tra gli alleati il raid Usa che ha portato alla morte di Soleimani. Da Roma è arrivata una richiesta precisa: "Condividere le strategie". E dagli Usa è arrivato un "ringraziamento" tra le righe per la scelta dell'Italia di non ritirare le truppe dall'Iraq: "Thank you minister Guerini per il forte segnale positivo della scelta italiana di restare", ha twittato proprio il Segretario di Stato Esper.

In Iraq il nostro esercito ha circa 900 uomini e rappresenta il contingente più numeroso dopo quello americano con 5200 militari sul campo. Insieme agli italiani ci sono francesi, inglesi e tedeschi. Il contingente italiano ha 250 uomini a Baghdad e il resto nella base dell'aeroporto di Erbil. Intanto, sempre il segretario di Stato, Esper ha condiviso l’importanza di lavorare insieme, affinchè non si disperdano i risultati raggiunti attraverso lo sforzo collettivo che la Coalizione ed i partner hanno sostenuto in questi anni nel contrasto al terrorismo. Un punto questo sottolineato anche dal ministro della Difesa, Guerini, che ha rivendicato i risultati raggiunti dai nostri militari: "Con la presenza di circa 1000 uomini in Iraq, oltre 1000 in Libano nella missione Unifil, e poco meno di 1000 in Afghanistan - ha richiamato il ministro - l’Italia è fra i Paesi più impegnati per la stabilità della regione". A tal proposito il Ministro Guerini ha evocato "l’importanza - condivisa da Esper - di far fronte in maniera coordinata agli sviluppi futuri, con l’obiettivo di poter continuare l’impegno della Coalizione anti-Daesh, all’interno di una cornice di sicurezza per i nostri militari". Ma sulla permanenza delle truppe Usa e della coalizione in Iraq le acque restano comunque agitate. Tra il Pentagono e Trump lo scontro resta aperto. E dunque gli scenari potrebbero cambiare in fretta...

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Commenti
Ritratto di ichhatteinenKam.

ichhatteinenKam.

Mar, 07/01/2020 - 23:49

sono un po' inqueto x il silenzio di PUTIN non vorrei vedere scene da CINECITTA' perdono noi non sapevamo niente e Donald che e' caduto da cavallo …………...