Immobili del Ministero della Difesa, asta principale a luglio

Continua la vendita degli alloggi della Difesa con il venticinquesimo bando d'asta suddiviso per area geografica

Immobili del Ministero della Difesa, asta principale a luglio

A partire dal prossimo otto luglio si svolgerà l'asta principale prevista nel venticinquesimo bando per la vendita di unità immobiliari residenziali libere del Ministero della Difesa. Gli alloggi non occupati sono venduti dalla Direzione dei Lavori e del Demanio con la procedura dell’asta pubblica. Il bando d’asta prevede due modalità di acquisto.

L’asta principale, che si svolgerà dall’8 al 12 luglio prossimo, è riservata al personale in servizio, militare e civile del Ministero della Difesa. Coloro che alla data di pubblicazione del bando sulla Gazzetta Ufficiale sono in possesso di tale requisito, potranno partecipare all’asta ed avranno diritto ad uno sconto (tra il 10% ed il 25% ) determinato in base al reddito complessivo del rispettivo nucleo familiare. L’asta residuale, che si svolgerà dal 9 al 13 settembre prossimo, è estesa anche ai non appartenenti alla Difesa e riguarda gli alloggi rimasti invenduti nell’asta principale. Coloro che partecipano all’asta residuale, non hanno diritto a sconti sul prezzo di aggiudicazione. Esperita la procedura d’asta, i dati relativi al vincitore insieme alla documentazione di offerta, saranno inviati al Ministero della Difesa che inizierà ad eseguire una serie di verifiche per appurare la veridicità di quanto dichiarato dall’aggiudicatario nella documentazione prevista. Alla fine di questa procedura, il Ministero della Difesa invierà all’aggiudicatario una lettera in cui si comunicherà il prezzo definitivo di vendita dell’alloggio, comprensivo degli eventuali sconti. È possibile procedere con il rogito nel momento in cui il notaio e l’aggiudicatario ricevono il documento predisposto dal Ministero della Difesa.

Dismissione e permuta degli immobili della Difesa

Dal 1996 ad oggi, il vasto patrimonio immobiliare del Ministero della Difesa, è stato oggetto di ripetuti interventi legislativi finalizzati alla sua riduzione attraverso dismissioni, alienazioni e permute. Cinque anni fa, il Dicastero ha avviato un’attività di vendita di più di tremila alloggi distribuiti su tutto il territorio nazionale e non più funzionali alle esigenze delle Forze Armate. Nel 25° bando, la Difesa mette in vendita gli immobili presenti in Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia e Sicilia. I prezzi di partenza sono inferiori al valore di mercato;-variegati:è possibile trovarne di tante tipologie e prezzi;-affidabili: sono privi di vincoli e ipotech

Alloggi della Difesa: le raccomandazioni della Corte dei Conti

L’obiettivo della razionalizzazione e riduzione del patrimonio immobiliare della Difesa, può considerarsi conseguito in parte, poiché sono stati conclusi, ovvero sono in corso procedimenti di dismissione, valorizzazione, alienazione che investono oltre un quarto del patrimonio stesso. Tutto ciò a fronte di una situazione in cui le Forze armate sono destinate a diminuire, entro il 2024, il personale nelle strutture di circa il 30 per cento". Sono queste le conclusioni della Corte dei Conti, in un rapporto pubblicato il 13 luglio del 2017. La sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello stato, ha analizzato la dismissione e la permuta degli immobili in uso all’amministrazione della Difesa tra il 2003 ed il 2016.

"La notevole frequenza degli interventi legislativi, alcuni anche con decretazione d’urgenza, in più circostanze ha finito con il produrre ritardi e disfunzioni nei procedimenti di dismissione già in corso. La successione di alcune modifiche legislative fra loro particolarmente ravvicinate, come nel caso dei ripetuti trasferimenti di compiti e facoltà dalla Difesa-Direzione generale del Genio all’Agenzia del demanio e viceversa, ha inciso negativamente sull’azione di ambedue le articolazioni. Gli obiettivi finanziari connessi alle medesime dismissioni, consistenti nella prevista capitalizzazione di un quantum delle stesse, inizialmente da riversare alla Difesa e successivamente da destinare al miglioramento dei saldi di finanza pubblica, anche attraverso l’azione dell’Agenzia del demanio, non sono stati raggiunti se non in misura molto limitata anche per la difficoltà intrinseca dei procedimenti di valorizzazione. Ciò ha comportato un taglio ai capitoli della Difesa per assicurare comunque il gettito stabilito. Il monitoraggio strategico effettuato dalla Difesa sulle relative attività, nel suo insieme pur presente e costante, ha evidenziato aspetti migliorabili, per quanto attiene alle metodologie, specie con riferimento a quanto praticato negli anni dal 2009 al 2014. Una possibile concausa della modestia dei risultati finanziari raggiunti, e dunque dell’eccessivo scostamento fra la fase previsionale e quella a consuntivo, è plausibile derivi anche da una iniziale sopravalutazione dei cespiti immobiliari in questione, che trova riscontro in alcuni atti relativi ai lavori parlamentari"

"Ulteriori modifiche legislative alla materia delle dismissioni immobiliari nel settore della Difesa, richiedono di essere attentamente coordinate con quelle già in vigore. Il Ministero della Difesa ha l’onere di adottare un programma di razionalizzazione, accorpamento, riduzione e ammodernamento del patrimonio infrastrutturale in uso. Al fine di individuare e perseguire le migliori e più coerenti politiche relative al settore immobiliare in mano pubblica, va valutata l’opportunità che, pur in costanza delle attuali competenze fissate in via legislativa, venga costituita al riguardo una unica cabina di regia amministrativa".

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