Jet russo abbattuto, la nuova accusa: "L'assassino del pilota è turco"

L'ambasciatore russo ad Ankara, Andrey Karlov, ha posto le condizioni per risolvere la questione e accusa: "L'assassino del pilota non è siriano, ma turco"

Jet russo abbattuto, la nuova accusa: "L'assassino del pilota è turco"

Continua il braccio di ferro tra Russia e Turchia per il jet russo abbattuto nei cieli della Siria. La crisi diplomatica tra i due paesi si sta consumando a suon di accuse reciproche e offensive militari, che vanno dallo svelamento dei traffici di petrolio con l'Isis agli scontri tra navi nei mari.

Sicuramente l'abbattimento del jet russo è stato il fatto militarmente più grave accaduto negli ultimi anni. Sarebbe potuto deflagrare provocando danni molto più gravi delle sanzioni russe alla Turchia e delle tensioni bilaterali. Ora, però, Mosca vuole chiarezza. Anzi, vuole le scuse. E non solo. L'ambasciatore russo ad Ankara, Andrey Karlov, ha chiesto che la Turchia presenti delle scuse ufficiali, che faccia un processo ai responsabili dell'abbattimento del SU-24 e che versi una giusta compensazione economica per i danni subiti.

Ma le accuse non si fermano qui. Perché oggi Mosca ha reso noto che secondo le informazioni a sua disposizione l'uomo che ha ucciso il pilota del jet, che si era catapultato fuori, non sarebbe siriano "ma un cittadino turco". "E' Alparslan Celik che ha sparato al nostro pilota - ha detto Andrey Karlov - E' andato davanti alle telecamere a parlare, e poi ha mostrato una parte del paracadute. Parlava con facilità il turco".

Celik si era presentato come vicecomandante della seconda brigata della costa, una forza turcomanna dell'Esercito siriano libero. Quello che combatte contro Assad. L'uomo aveva detto di aver ucciso i piloti russi e di avere i loro corpi. "Se le nostre aspettative non saranno soddisfatte - ha aggiunto Karlov - gli altri annunci della Turchia non pagheranno". Il riferimento è alle parole distensive di Ankara.

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