Ku Klux Klan: "Soldi per il poliziotto che uccise il 18enne nero"

Dopo giorni di protesta, la polizia di Ferguson svela il nome dell'agente che ha ucciso il ragazzo afroamericano. E il Ku Klux Klan apre una raccolta fondi: "È un eroe"

Ku Klux Klan: "Soldi per il poliziotto che uccise il 18enne nero"

Non si placano le polemiche (e le violenze) a Ferguson, sobborgo di Saint Louis, in Missouri, dove sabato scorso un ragazzo nero è stato ucciso dalla polizia in circostanze ancora da chiarire. Dopo giorni di violentissime manifestazioni da parte della comunità afroamericana della città e l'intervento dello stesso presidente Barack Obama, che ha più volte chiesto alla polizia di fare chiarezza sull'intera vicenda, oggi ambienti legati al Ku Klux Klan della South Carolina hanno fatto sapere di stare organizzando una raccolta fondi per sostenere economicamente il poliziotto reo dell'uccisione del giovane afroamericano.

In una mail, riporta il blog dell'associazione "The Southern Povery Law Center's Hate Watch", i promotori della sovvenzione promuoverebbero così la propria iniziativa: "Quel poliziotto è un eroe! Abbiamo bisogno di altri che siano contro il governo occupato dai sionisti e che vogliano mettere al loro posto i bulli neri ed ebrei"

"La maggior parte dei poliziotti son codardi e non fanno niente - prosegue il delirante appello - mentre il 90% dei crimini interraziali è commessa da neri (e non-bianchi) contro bianchi"

Tutta la vicenda ha avuto origine l'8 agosto scorso, quando il diciottenne Michael Brown, di origini afroamericane, è stato freddato dalla polizia di Ferguson mentre camminava, apparentemente disarmato, verso casa della nonna. Immediatamente tutta la comunità nera della cittadina si è mobilitata in una decisa campagna di protesta contro i vertici delle forze dell'ordine, rei di essersi rifiutati - almeno sino a ieri - di comunicare le generalità dell'agente che aveva sparato a Brown.

Per giorni le strade di Ferguson sono state invase da una folla inferocita, che ha più volte preso d'assalto il quartier generale della polizia al grido di "Kill the police". Gli agenti per tutta risposta hanno accolto la protesta sparando gas lacrimogeni proiettili di gomma e reprimendo le varie manifestazioni con durezza. Durante gli scontri sono stati arrestati anche due giornalisti del Washington Post e dell'Huffington Post, poi rilasciati dopo qualche ora.

Con il passare delle ore il caso è montato sino a coinvolgere i media di tutto il mondo e anche il presidente Obama è stato costretto a intervenire, dichiarando che della vicenda si occuperà l'Fbi e chiedendo "trasparenza" alla polizia della cittadina, a cui è stata poi tolta la responsabilità sul caso.

Nella giornata di ieri la polizia di Ferguson ha finalmente reso noto il nome dell'agente che ha premuto il grilletto: si tratterebbe di Darren Wilson, in polizia da sei anni, senza alcun precedente disciplinare. In conferenza stampa, il capo della polizia cittadina, Thomas Jackson, ha inoltre aggiunto che Brown, appena prima di essere ucciso, sarebbe stato filmato da telecamere a circuito chiuso durante la rapina in un negozio.

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