L'intellettuale francese tuona: "L'Europa si è arresa all'islamismo"

Dall'immigrazione di massa al politicamente corretto, passando per le mancate reazioni agli attentati: così l'Europa si sottomette all'islam

L'intellettuale francese tuona: "L'Europa si è arresa all'islamismo"

L'Europa ha deciso di sottomettersi al cosiddetto "islamismo" senza colpo ferire: questo, in sintesi, è il pensiero di Yves Mamou, intellettuale francese ed autore de "Il grande abbandono, le élites francesi e l'islamismo".

Le velleità ideologiche degli estremisti islamici stanno attecchendo nel Vecchio Continente, mentre le burocrazie continentali - l'establishment - non fanno altro che adottare un atteggiamento passivo: l'opionione del giornalista è incardinata su un "pensiero forte". La questione - come si vede - è inerente pure a quello che gli europei dovrebbero fare, e che invece non fanno, per evitare la scomparsa definitva della civiltà occidentale. Michel Houllebecq, in un romanzo divenuto celebre, l'ha chiamata appunto "Sottomissione". Ma forse, dal 2015 ad oggi, la situazione è persino peggiorata. In specie perché l'Europa, pur avendo un paniere di reazioni possibili a disposizione, si è schiacciata sul politicamente corretto, consentendo all'islam radicale di fare capolino persino tra le forze deputate a garantire la sicurezza dei cittadini.

Yves Mamou, che è stato intervistato nell'edizione odierna de La Verità, ha citato il caso di diciassette poliziotti incaricati Oltralpe. Quelli che poi sono risultati essere "radicalizzati". Un sintomo di una preoccupazione diffusa, che non riguarda soltanto un tipo specifico di contesto. Yves Mamou, tra le varie segnalazioni esemplificative, ha raccontato pure di di come alcuni soldati francesi, piuttosto che combattere i jihadisti, si siano uniti agli estremisti nei territori interessati dalla presenza di Daesh. Ma la cronaca, con tutte le rivelazioni che possono essere portate all'attenzione del grande pubblico, non è sufficiente a descrivere una situazione che potrebbe essere scaturita, anzitutto, per via di un'attitudine culturale.

Una sorta di doppiopesismo, che coinvolge in qualche modo pure il cristianesimo-cattolico, la religione che naturalmente apparterrebbe alla tradizione europea: "Di recente, su una radio nazionale, un artista ha cantato che "Jesus is a fag" (Jesù è una checca). Non gli è successo niente", ha fatto presente l'ex giornalista di Le Monde. Non è complesso rintracciare un permissivismo di fondo. Quando si tratta di fare le barricate per difendere il Natale o le altre feste della cristianità dagli attacchi laicisti, invece, diventa difficile rintracciare delle voci scandalizzate. L'islam potrebbe tutto o quasi, insomma. E il cattolicesimo dovrebbe limitarsi ad osservare. Il "tramonto dell'Occidente" - come lo ha chiamato Oswald Spengler - può passare pure da questa differenza di trattamento.

A stupire Yves Mamou, come premesso, è stata soprattutto la mancata reazione agli attentati terroristici. La visione sul punto del saggista è molto chiara. L'intellettuale, soprattutto dopo la tragedia che ha interessato Charlie Hebdo, ha quasi dato per scontato che il governo e le istituzioni mettessero in campo tutta una serie d'iniziative volte al ridimensionamento della presenza dell'islam radicale in Francia: "Ho immaginato che (l'esecuitvo, ndr) avrebbe vietato la Fratellanza musulmana, chiuso le moschee salafite, espulso imam che predicavano odio, che avrebbe rintracciato i jihadisti...". Il saggista, nell'intervista rilasciata alla fonte sopracitata, si è detto sicuro di come questo non sia affatto avvenuto. Ma non è tutto.

Dalla "preferenza islamica", che sarebbe insita perino all'interno delle strutture governative, passando dall'accondiscenza normativa e dalle problematiche che deriverebbero dall'utilizzo del velo, che per Yves Mamou è uno "strumento per segnare il territorio": quella dell'islam sarebbe una invasione in piena regola, cui l'Europa non starebbe replicando. Anzi, nella disamina dell'intellettuale d'Oltralpe, immigrazione ed islamizzazione fanno parte della medesima equazione. Quella che l'Europa non vuole risolvere. Assecondare un'immigrazione di massa, per conseguenza logica, diviene uno strumento buono per il crollo dei capisaldi dell'Occidente per come lo abbiamo conosciuto.

Le élites europee - questo forse è il nocciolo della visione di Yves Mamou - sarebbero tutto fuorché inconsapevoli del processo in atto.