Londra, 17enne getta bambino dalla “Tate Gallery” per andare in tv

La sconvolgente dichiarazione di Jonty Bravery, 18enne da ottobre, dinanzi ai giudici del tribunale di Old Bailey: “Volevo finire sul telegiornale, così che si sapesse chi sono e perché l'ho fatto”. La piccola vittima, viva per miracolo, ha gravissimi problemi motori e cognitivi

Dichiaratosi colpevole di tentato omicidio ed ormai prossimo alla sentenza, il neo-18enne Jonty Bravery, reo di avere volontariamente spinto un bimbo di 6 anni da una piattaforma panoramica sita al decimo piano del museo “Tate Modern Gallery” di Londra, ha rilasciato delle dichiarazioni a dir poco sconvolgenti.

Interrogato dagli inquirenti, infatti, il ragazzo ha ammesso di aver agito per “finire sui telegiornali”. Tutto sarebbe avvenuto, dunque, per un agognato momento di popolarità. Una ricerca di fama che ha causato gravi conseguenze al bambino, rimasto vivo dopo il volo, che ora trova estreme difficoltà a compiere semplici azioni quotidiane, come ad esempio mangiare.

Il terribile episodio, come ricordato dal “TheGuardian”, risale allo scorso 4 agosto. La vittima, di origini francesi, si trovava al museo con tutta la famiglia, quando è stato preso di mira da Bravery, allora 17enne. Il ragazzo, che non conosceva il piccolo, decise di spingerlo giù dal decimo piano della “Tate Gallery”, facendogli fare un volo di circa 30 metri. Precipitato inizialmente su un tetto, il bambino era poi caduto nuovamente per altri 5 piani, prima di schiantarsi al suolo.

Mentre si attivavano i soccorsi per salvare la vita del piccolo, trasportato in condizioni critiche in ospedale, il responsabile aveva frattanto raggiunto uno dei manager del museo per confessare: “Penso di aver ucciso qualcuno. Ho appena buttato qualcuno giù dalla terrazza”.

Una storia che lascia senza parole. Vivo per puro miracolo, il bambino aveva riportato diverse emorragie cerebrali ed una serie di gravi fratture alla colonna vertebrale ed agli arti inferiori e superiori. Un danno enorme, che ha comportato enormi difficoltà a livello motorio. Dopo un lungo ricovero in terapia intensiva, il piccolo è tornato in Francia, ma la vita della famiglia non è più la stessa. “Nostro figlio ha ancora bisogno di riabilitazione intensiva dal momento che non ha recuperato la mobilità di tutti gli arti o le sue capacità cognitive. È costantemente tormentato dal dolore, un dolore che non può neppure comunicare”, raccontano disperati i genitori del bimbo. “La nostra vita si è fermata quattro mesi fa”.

Una pagina di GoFundMe è stata aperta per aiutare la famiglia ad affrontare le cure mediche necessarie per la giovane vittima.

Arrestato con l'accusa di tentato omicidio, Jonty Bravery sta ora affrontando il processo a suo carico. Il prossimo 17 febbraio è prevista la sentenza del giudice, ma nel frattempo saranno eseguite diverse perizie psichiatriche, per cui nulla è certo.

Bravery, infatti, sarebbe affetto da autismo e proprio la sua condizione lo avrebbe spinto a commettere il crimine. Parlando in videoconferenza con i giudici della corte di Old Bailey (Londra), il 18enne ha spiegato di aver gettato il bambino dalla “Tate” per mostrare la propria frustrazione per come sono stati trattati i suoi problemi di salute. “Volevo finire sul telegiornale, così che si sapesse chi sono e perché l'ho fatto”, ha dichiarato. “Una volta che è ufficiale, nessuno può dire altro”.

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Commenti

newman

Sab, 07/12/2019 - 18:54

Eviratelo senza sedativi!

seccatissimo

Sab, 07/12/2019 - 19:09

Buttatelo giù non dal 10° piano, ma ameno dal 50° piano di un grattacielo, così ha più tempo per pensare a quanto è stato un emerito ixxxxxxxe !