Macedonia, caos migranti: la polizia spara le granate ma in 2000 forzano il blocco

Le forze dell'ordine usano ordigni assordanti ma due terzi dei profughi in attesa riescono a forzare in massa la frontiera greco-macedone

Macedonia, caos migranti: la polizia spara le granate ma in 2000 forzano il blocco

Proseguono le tensioni al confine greco-macedone, dove da giorni migliaia di migranti tentano di passare la frontiera nella speranza di raggiungere l'Europa centro-settentrionale.

Quest'oggi, durante le ore centrali del giorno, a migliaia sono riusciti a forzare il blocco organizzato dalle forze armate macedoni: in duemila sono riusciti a varcare il confine, dirigendosi verso la stazione ferroviaria di Gevgeljia. A poco è servito l'impiego, da parte dell'esercito, delle granate assordanti.

Da ore i soldati macedoni avevano tentato di bloccare il flusso dei disperati - in maggioranza siriani in fuga dalla guerra - con l'utilizzo di gas lacrimogeni e granate assordanti. Fino a tremila persone si sono concentrate nella stretta striscia di terra di nessuno tra il villaggio greco d'Idomeni e la città macedone di Gevgeljia. Le autorità macedoni, riportano le agenzie, avevano annunciato appena ieri, l'ingresso nel Paese di 300 rifugiati ogni due ore, fino a far passare tremila persone.

Oggi però i migranti sono riusciti a forzare il blocco dopo che l'esercito macedone aveva aperto un varco per fare passare un piccolo gruppo con alcuni bimbi al seguito. Minorenni e donne, tra cui una ragazza incinta, sarebbero svenuti nella ressa seguita ai disordini. Diverse persone, inoltre, sono rimaste ferite negli scontri.

"Nelle ultime 24 ore in Macedonia sono entrati 826 profughi, di cui 163 minori; tra questi figurano 25 ragazzi senza genitori - dice all'ANSA Ivo Kotevscki, portavoce della polizia macedone - Com'è possibile che questi ragazzi siano arrivati da soli fino a qui, perchè le autorità greche non li hanno fermati?"

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