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Macron ha poco da ridere. È arrivato il rapporto della Corte dei conti

Scenario preoccupante e fragile. Monsieur le President dovrebbe forse pensare più alla Francia che a noi

Macron ha poco da ridere. È arrivato il rapporto della Corte dei conti

Il rapporto annuale della Corte dei conti è arrivato puntuale e per Macron non ci sono buone notizie. I dieci miliardi di euro annunciati dal presidente della Repubblica per il potere d’acquisto e il rallentamento della crescita faranno pesare la minaccia di una nuova scivolata del deficit e del debito. Da quando è arrivato Macron è forse il più duro avviso da parte della Corte dei conti. Nel rapporto annuale pubblicato ieri, l’alta corte finanziaria parla, a proposito del budget della Francia, di uno “scenario di finanze pubbliche preoccupante” e “ricco di molte fragilità”, sia per il 2019 che per gli anni a venire.

Strano, visto che Macron aveva parlato all’inizio di un periodo di cinque anni all’insegna della buona gestione finanziaria. Qualcosa deve essere andato storto. E ancora: “Gli sforzi adottati dalla Francia in questi ultimi anni sembrano perdere vigore”, ha detto questa mattina Didier Migaud, primo presidente della Corte dei conti, durante il suo discorso di presentazione del rapporto, un documento costituito da più di mille pagine, che racchiude un centinaio di raccomandazioni sulle politiche pubbliche e il sistema fiscale.

In un quadro di bilancio stretto dallo stato dei nostri conti, il nostro paese deve quindi amplificare e sistematizzare la modernizzazione dei suoi servizi pubblici, per renderli più efficaci ed efficienti” ha continuato Migaud. I dieci miliardi annunciati da Monsieur le President a dicembre per il potere di acquisto sono andati a intaccare e sviare la traiettoria delle finanze pubbliche che era stata inizialmente pensata dal governo per il 2019. Andando così a causare uno slittamento del deficit atteso per il prossimo anno. Secondo la Corte dei conti “Solo una parte delle misure per il potere d’acquisto delle famiglie è stato integrato nella legge finanziaria”. Qualcosa probabilmente sarà da rivedere. Forse Macron sarà abbastanza impegnato a far quadrare i conti del suo Paese, da non preoccuparsi dei nostri. Speranza forse vana.

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