Moskva, saltano le prime teste. E spunta la pista del Poseidon

Arresti e sospetti tra le indagini che riguardano l'affondamento dell'incrociatore

Moskva, saltano le prime teste. E spunta la pista del Poseidon

Igor Osipov, ammiraglio e comandante della flotta russa nel Mar Nero, è stato arrestato in seguito ad alcune indagini aperte per far luce sulle cause dell'inabissamento dell'incrociatore Moskva. Lo riporta Defense Express, sito ucraino specializzato in analisi di Difesa. Dal 2021, Osipov ricopriva il grado di ammiraglio e nel febbraio 2022, in seguito all'invasione russa, è stato raggiunto dalle sanzioni dell'Unione europea in quanto "responsabile del sostegno attivo e dell'attuazione di azioni e politiche che minano e minacciano l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina, nonché la stabilità o la sicurezza in Ucraina".

Le immagini del rogo sulla nave ammiraglia della flotta del Mar Nero colpita nei giorni scorsi da alcuni missili ucraini hanno fatto il giro del mondo ed erano stata la causa della furia di Vladimir Putin. Subito dopo l'affondamento del Moskva è scattata una caccia ai responsabili della disfatta. L'esercito russo si è prontamente attivato per appurare i fatti attraverso dei sopralluoghi nel punto in cui il "fiore all'occhiello" della flotta russa si è inabissata. Sarebbe sotto inchiesta anche il vice ammiraglio Arkady Romanov (attuale vice comandante della flotta del Mar Nero) che per ora ha assunto la guida della flotta nell'area.

L'aereo spia Usa nel Mar Nero

Nel mirino anche un aereo spia Usa P-8 Poseidon che stava pattugliando il Mar Nero nelle ore precedenti all’attacco contro l’incrociatore affondato da missili ucraini Neptun. Il velivolo per il pattugliamento marittimo, che costa circa 400 milioni di euro, si trovava a circa 160 chilometri dalla nave ammiraglia. Il P-8 è progettato e costruito per tracciare navi e sottomarini a grande distanza. Secondo il Times, il P-8 è decollato dalla base americana di Sigonella il 13 aprile, alcune ore prima dell’attacco, e, dopo aver spento i suoi localizzatori, si è posizionato sulla costa romena del Mar Nero per tentare di localizzare la posizione della flotta russa. Il velivolo è rimasto "nascosto" per quasi tre ore ai radar. La Marina degli Stati Uniti non ha confermato di aver assistito l’Ucraina nell’attacco fornendo dati di intelligence.

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