"Peggio della Seconda guerra mondiale". L'attacco senza fine nel Donbass: la strategia dello Zar

Offensive su più fronti da parte di Mosca, combattimenti e raid anche nella notte. Il presidente ucraino è tornato a chiedere più armi dall'occidente

Attacco senza fine sul Donbass: la strategia dello Zar

Gli occhi nella nuova notte di guerra in Ucraina sono stati puntati ancora una volta sul Donbass. I russi premono su Severodonetsk, così come a ovest di Donetsk e sulla cittadina di Lyman. Tre fronti aperti e tre grandi difficoltà sia per le truppe di Mosca che per i difensori ucraini. Secondo il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba è in atto "la battaglia più grande sul suolo europeo dalla Seconda guerra mondiale".

Così come sottolineato dai servizi segreti britannici infatti, le forze di Kiev al momento stanno reggendo l'urto ma, al contempo, seppur lentamente l'avanzata russa comunque sta proseguendo. Specialmente nella zona di Popasna, a ovest di Donetsk, dove l'esercito di Mosca assieme ai combattenti separatisti filorussi sta guadagnando terreno. Nel discorso della scorsa notte, anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha sottolineato gli attuali problemi in Donbass. "Nell'est del Paese - ha detto - adesso la situazione è estremamente difficile. Servono armi, l'occidente continui a darci più armi, è il miglior investimento per la stabilità del mondo".

La situazione militare nel Donbass

L'impressione è che l'offensiva russa sia partita e stia procedendo, ma continua a essere molto rallentata dall'azione difensiva ucraina. Nella notte nell'area di Popasna sono proseguiti i combattimenti, specialmente attorno ai villaggi di Svitlodarsk e Vasylivka, con il primo conquistato nel pomeriggio di martedì dalle forze russe. Prendere questa zona darebbe a Mosca un importante vantaggio: si tratta infatti dell'unica area collinare del fronte orientale e dunque l'esercito russo potrebbe avere il controllo del fuoco su molte vie di rifornimento controllate dagli ucraini.

Ma i veri fronti caldi appaiono soprattutto quelli di Lyman e Severodonetsk. Nel primo caso, c'è molta confusione su quella che è la situazione sul campo. Lunedì si è avuta notizia di un vero e proprio assalto russo sulla città, l'ultima in mano ucraina a nord del fiume Seversky Donestk. Alcune fonti di Mosca l'hanno data per conquistata, ma gli ucraini hanno smentito. L'unica cosa certa è un combattimento molto intenso in corso anche nelle ultime ore.

Severodonetsk è invece la città su cui i russi stanno puntando molto in questi giorni. Il territorio urbano è pressoché circondato, ma al momento le difese ucraine starebbero reggendo. Per i civili la situazione non è delle migliori: all'interno della città, l'ultima in mano a Kiev nella regione di Lugansk, ci sarebbero ancora migliaia di persone e inizierebbero a scarseggiare anche i beni di prima necessità.

Cosa succede negli altri fronti

Contesto più tranquillo invece negli altri fronti. A Kharkiv la controffensiva ucraina ha definitivamente allontanato i russi dalla seconda città del Paese. A Odessa, già da questa sera, ci sarà un allentamento del coprifuoco. Si potrà restare in giro un'ora in più, con il divieto di circolazione che scatterà alle 23:00 per chiudersi alle 5:00 del mattino. Non sono però mancati durante la notte allarmi aerei nelle principali città dell'Ucraina, con nuovi raid segnalati soprattutto nelle regioni orientali.

Uno, in particolare, ha riguardato l'area di Zaporizhzhia, colpita dal lancio di almeno quattro missili cruise, di cui almeno uno intercettato dalla contraerea. L'altro raid invece ha coinvolto la zona di Krivyi Rih, città natale di Zelensky, con tre missili che hanno centrato la locale zona industriale provocando gravi danni.

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