Netanyahu mette in campo le tecnologie antiterrorismo per combattere il coronavirus

Oltre ad annunciare il ricorso alle cyber-tecnologie per contrastare il coronavirus, Netanyahu ha anche elencato misure economiche d’emergenza

Il governo israeliano ha da poco annunciato misure straordinarie contro l’epidemia di coronavirus, compreso l’impiego delle cyber-tecnologie finora utilizzate nella lotta contro il terrorismo. Tale svolta giunge dopo che lo Stato ebraico ha ormai registrato oltre duecento soggetti contagiati e dopo che decine di migliaia di cittadini si sono sottoposti a quarantena, o perché hanno avuto contatti con individui infetti o perché rimpatriati dopo viaggi nelle nazioni-focolaio dell’epidemia.

A confermare l’introduzione delle nuove misure anti-morbo è stato ieri, riferisce Voice of America, il premier Netanyahu in persona, durante un intervento trasmesso dalla televisione pubblica israeliana.

Nel pacchetto normativo in questione, spiega l’emittente Usa, figura appunto, oltre alla chiusura di tutte le attività economiche che non siano di prima necessità e al divieto di assembramenti con più di dieci persone, il ricorso alle cyber-tecnologie.

Le autorità israeliane, in base a quanto dichiarato dal primo ministro, ricorreranno infatti alle più moderne strumentazioni per sottoporre a rigorose analisi i cellulari delle persone contagiate, al fine di ricostruirne tutti gli spostamenti.

Così facendo, evidenzia il network americano, i funzionari dello Stato ebraico potranno accertare tutte le recenti frequentazioni dei cittadini malati, così da individuare chi ha avuto contatti con questi ultimi.

Grazie alle strumentazioni antiterrorismo, inoltre, i pubblici poteri potranno tenere sotto controllo i telefonini dei cittadini che sono in quarantena e accertare immediatamente se costoro stanno violando l’isolamento domiciliare.

L’impiego del cyber-arsenale israeliano, sottolinea Voice of America, è stato autorizzato direttamente dal ministro della Giustizia di Gerusalemme.

Oltre a chiudere i negozi non di prima necessità, a vietare gli assembramenti e a dare il via libera all’impiego delle tecnologie d’intelligence, il pacchetto anti-coronavirus annunciato ieri in tv da Netanyahu comprende anche misure economiche a vantaggio di chi sta soffrendo sul piano lavorativo la paralisi del Paese provocata dal dilagare del Covid-19.

Ad esempio, riporta il network statunitense, il piano governativo dispone una sospensione pari a un mese per gli adempimenti tributari, nonché la possibilità per chiunque si ritrovi attualmente senza lavoro a causa della stretta anti-epidemia, come migliaia di guide turistiche, di fare domanda per l’indennità di disoccupazione.

L’applicazione delle strumentazioni antiterrorismo sui cellulari dei contagiati e degli israeliani in quarantena, rimarca l’organo di informazione a stelle e strisce, sta creando qualche malumore tra gli stessi alleati di Netanyahu, come dimostrano le parole preoccupate pronunciate da Ayelet Shaked, ex ministro della Giustizia nei precedenti esecutivi del leader del Likud.

La Shaked, citata da Voice of America, ha infatti denunciato che ricorrere alle cyber-tecnologie per accedere ai telefonini delle persone presenta molti aspetti problematici. Di conseguenza, lei farà tutto il possibile affinché l’utilizzo, da parte delle autorità, delle strumentazioni antiterrorismo nella lotta contro il coronavirus avvenga senza mettere in atto massicce violazioni della privacy della popolazione.

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