Strage a Nizza

Nizza, strage pianificata da mesi: si rafforza la pista "pugliese"

Bouhlel aveva cinque complici, almeno in tre sulla Promenade. Si rafforza la pista che porta in Puglia. Ecco la rete che ha supportato l'attacco del jihadista tunisino

Nizza, strage pianificata da mesi: si rafforza la pista "pugliese"

Intorno a Mohamed Lahaouiej Bouhlel si stringe, a poco a poco, il cerchio. E si fa luce sulla rete che lo ha aiutati a mettere a segno la mattanza del 14 luglio. "L'attentatore di Nizza aveva sostegno e complici", ha messo in chiaro François Molins, il procuratore della città francese in cui è avvenuta la strage sulla Promenade des Anglais. Il jihadista franco-tunisino pianificava l'attacco da "diversi mesi", ma non era solo a farlo. E in questa rete del terrore si fa sempre più strada la pista che porta dritto in Puglia.

La pistola della strage

Al fianco di Bouhlel, secondo Molins, c'erano almeno quattro uomini e una donna. Tutti "coinvolti" nella mattanza che ha strappato via la vita a ottantaquattro innocenti. Uno dei sospettati ha perfino girato un filmato sulla Promenade des Anglais il giorno dopo la strage mimetizzandosi tra la folla di giornalisti e poliziotti. "I cinque - ha assicurato il magistrato - sono tutti in stato di fermo e verranno presto incriminati per terrorismo". Nessuno dei cinque era conosciuto dai servizi di intelligence. Forse, anche per questo, sono riusciti a preparare l'attacco con mesi di anticipo. Tra questi c'è una coppia di albanesi (lui è il 22enne Ramzie Arefa) che ha procurato a Bouhlel la calibro 7.65 usata la sera della carneficina.

La pista "pugliese"

Come spiega Repubblica, la rete di contatti di Bouhlel porta dritto in Puglia. Tre ore prima della strage, stando alle immagini di videosorglianza acquisite dagli inquirenti, il jihadista tunisino si trovava sulla Promenade des Anglais con Choukri Chafroud, 37enne tnisino incensurato che, fino al 2015, ha vissuto a Gravina, pasino a 40 chilometri da Bari. In Puglia, secondo gli investigatori francesi, sarebbe tornato anche qualche settimana fa. Qui avrebbe trovato ospitalità da alcuni connazionali. Non solo. Da Nizza avrebbe avuto contatti telefonici con tunisini e albanesi che risiedono in Italia.

Il filmato sulla Premenade

Agli arresti è finito anche un altro franco-tunisino. Si tratta del 40enne Mohamed Oualid G., amico di lunga data di Bouhlel. Come spiega Moulins in conferenza stampa, nell'ultimo anno i due si sarebbero sentiti almeno 1.278 volte.

Il 10 gennaio 2015, tre giorni dopo l'attacco alla redazione del settimanale Charlie Hebdo, Oualid invia un sms a Bouhlel: "I soldati di Allah hanno finito il loro lavoro". Nel cellulare di Oualid gli inquirenti hanno trovato anche un video girato sulla Promenade des Anglais: si vede il complice di Bouhlel mentre passeggia tra le vittime e i soccorritori.

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