Olanda, si spacca il fronte del rigore: Wellink è per il sì agli aiuti

L'ex presidente della Banca centrale d'Olanda, ossia Nout Wellink, ha domandato ai vertici governativi di aprire agli aiuti europei per l'Italia

L'Olanda è parte delle quattro nazioni appartenenti all'Unione europea che si sono distinte in queste settimane per la contrarietà alla emissione dei coronabond.

Più in generale, Olanda, Austria, Finlandia e Germania non sembrano essere disposte ad immaginare eccezioni di sorta sulla condivisione, parziale o meno sia, del debito pubblico che verrà contratto. Ma non tutti gli olandesi la pensano come i loro rappresentanti a Strasburgo e Bruxelles.

Non tutti gli esponenti di vertice del "partito del rigore" pensano però che l'austerity debba continuare ad essere il paradigma centrale, l'unico, per la gestione di queste fasi. Anche se non soprattutto durante questi tempi pandemici, che necessiterebbero di "interventi straordinari" - come li chiama più di qualche premier europeo - o comunque di misure ad hoc. Questa ultima opinione, per esempio, è sostenuta da Nout Wellink, che nel recente passato ha guidato la Banca centrale olandese. Nout Wellink ha invitato le nazioni meno disponibili, tra cui quella da cui proviene, a ragionare su quadri elastici. La ratio di base prevede di aprire all'ipotesi di concedere un ausilio rilevante alle nazioni più colpite dal Covid-19.

Si tratta peraltro di una questione legata ad un equilibrio molto sottile: "Non saremo più un nord ricco se tutto il sud cadrà". Il futuro del Vecchio continente, insomma, deve essere considerato come interconnesso. Il collasso di una parte dell'Europa può comportare un collasso complessivo. Ma il virgolettato centrale, tra quelli pronunciati da Wellink, sembra essere un altro: "Nelle circostanze attuali, questa è un'idea sbagliata. È come un uomo in buona salute travolto da una valanga. Quindi non ti aiuterà più a essere in buona salute". L'idea "sbagliata" è appunto quella dettata dall'ostruzionismo.

Vale la pena sottolineare come Wellink abbia esposto queste argomentazioni al Die Telegraph. Argomentazioni che sono state poi riportate dall'Ansa e riprese da Dagospia. Il palcoscenico olandese rischia così di somigliare a quello tedesco: pure in Germania viene ventilata da più parti l'accusa secondo cui i "falchi" non avrebbero poi troppa ragione nel perpetrare una linea poco accondiscendente sul tema degli aiuti continentali.

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Commenti

alox

Lun, 30/03/2020 - 16:37

Un' unione politica Europea non va'. Un governo sovra-nazionale non funziona ed ogni crisi Mondiale lo evidenzia, bisogna riconoscerlo che e' stato da illusi (per chi ha capito cosa significa EU) credere che una guida "rigorosa" del nord Europa sarebbe stata di aiuto all'Italia: Loro pensano a se stessi e noi rimaniamo quel che eravamo prima se non peggio: statalismo, mafia, corruzione, poverta', emigrazione degli Italiani etc...sono aumentati non certo diminuiti.

Ritratto di UnoNessunoCentomila

UnoNessunoCentomila

Lun, 30/03/2020 - 16:44

Ma andate al diavolo! Ha ragione chi grida a gran voce :" ITALEXIT "!!

Ritratto di venividi

venividi

Lun, 30/03/2020 - 16:44

I falchi ci vedono benissimo e lontano, mentre questa gente è miope e meschina, altro che falchi

glasnost

Lun, 30/03/2020 - 16:45

Il nostro Paese non ha niente a che vedere con gente di questo tipo,anzi non vuole nemmeno averci a che fare. E, se esistono servi dei poteri forti che sostengono il contrario, questi rappresentano solo i personaggi della sinistra filo-bancaria. Noi non andiamo bene agli Euroburocrati e loro non vanno bene a noi : facciamola finita, quanto prima, con un divorzio consensuale.