Gli ossi oracolari: patrimonio della Cina, ricchezza per l’umanità

Le antiche iscrizioni sugli ossi usati per le divinazioni 3000 anni fa ci raccontano la storia della Cina

Questo 2019 ha rappresentato il 120esimo anniversario della scoperta in Cina di antichi reperti conosciuti con il nome di “ossi oracolari” e il 22 ottobre è stata inaugurata al China National Museum la prima mostra interamente loro dedicata. L’esposizione vanta circa 190 reperti e conduce il pubblico in un viaggio alla riscoperta delle civiltà delle di- nastie Shang e Zhou, attraverso il racconto della storia delle ossi oracolari (e degli eventi su esse registrati), ancora oggi considerate straordina- rie e cariche di fascino.

Il valore degli ossi oracolari

Con l’inserimento nel “Memory of the World Register” nel 2017 gli ossi oracolari hanno ricevuto un enorme riconoscimento del loro valore storico-culturale e hanno così promosso la diffusione della cultura cinese nel mondo. Il direttore della nuova mostra inaugurata al China National Museum, Wang Chunfa, spiega che l’esposizione è divisa in tre parti: scoperta e produzione degli oracoli, influenza della dinastia Shang sulle ossi oracolari e ricerca storiografica sui testi.

La mostra contribuisce ad approfondire la conoscenza della cultura degli ossi oracolari anche con strumenti multimediali e proiezioni di immagini e video, ed e’ stata allestita anche un’area con sculture e schermi immersivi dedicata ai pittogrammi rinvenuti sulle ossi oracolari ed in quest’area è anche possibile scaricare sui propri cellulari gli emoticon di alcuni pittogrammi, scansionando un codice bidimensionale. Il Museo Nazionale ha, inoltre, fatto realizzare per l’occasione, sul tema, una serie di gadget culturali.

Gli ossi oracolari rappresentano una preziosa eredità culturale della nazione cinese e il presidente Xi Jinping ha sottolineato che “i caratteri cinesi incarnano il simbolo del patrimonio culturale della Cina”. Questi ossi risalgono a ben 3000 anni fa e in questo arco di tempo la struttura dei caratteri cinesi è rimasta pressoché inalterata. I caratteri sono, appunto, l’elemento fon- dante della cultura cinese e dei quattro tipi di scrittura più antichi – di cui fanno parte, oltre alla scrittura cinese, i geroglifici del Fiume Nilo, la scrittura cuneiforme della Mesopotamia e la scrittura usata dai Maya in America centrale – solo i caratteri cinesi antichi sono attualmente ancora in uso. Ovviamente, essi hanno subito una graduale mutazione nel tempo, evolvendo dai pittogrammi rinvenuti sugli ossi oracolari alla scrittura del sigillo (zhuan), dal quale hanno preso forma altri stili calligrafici: lo stile degli scrivani (li), lo stile corsivo (cao), lo stile corrente (xing) e lo stile regolare (kai). Ma nonostante questa inevitabile evoluzione, la struttura dei caratteri cinesi è rimasta fondamentalmente invariata ed oggi questo tipo di scrittura è usata da circa un quinto della popolazione mondiale ed influenza il sistema valoriale, il modo di pensare e la sensibilità estetica del popolo cinese.

Huang Dekuan, professore della Tsinghua University e direttore della Commissione cinese di esperti di testi oracolari, spiega che la lingua degli oracoli - prima forma di scrittura apparsa in Cina - non è solo un simbolo di civiltà e cultura, ma conferma anche l’autenticità di una serie di altri documenti (tra cui le “Memorie Storiche” di Sima Qian) che registrano quasi cinque secoli di storia della civiltà cinese. Gli fa eco Wang Chunfa, il direttore del Museo Nazionale Cinese, per il quale le ossa oracolari non sono solo patrimonio culturale della nazione cinese, ma costituiscono una grande ricchezza per l’intera umanità. Dal 1899, anno in cui furono scoperte, intere generazioni di esperti e studiosi si sono dedicate allo studio filologico dei caratteri incisi sugli ossi oracolari, portando avanti ingenti ricerche in ambito storico ed esplorando la cultura che li ha prodotti. Questi esperti hanno offerto un contributo di assoluto rilievo allo sviluppo di tale branca del sapere, e l’hanno trasformata in una disciplina ormai nota a livello mondiale

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