Turchia, ok a possibili azioni militari in Iraq e Siria contro Stato islamico

Il "sì" del parlamento consentirà all'esercito di intervenire oltre confine e agli alleati di lanciare azioni dal suolo turco

Un gruppo di profughi lascia la Siria attraverso il confine turco
Un gruppo di profughi lascia la Siria attraverso il confine turco

Con 298 voti a favore e 98 contrari, il parlamento turco ha dato oggi il via libera a una mozione che consentirà alle truppe di intervenire in Siria e Iraq e alle forze militari straniere di passare dalla Turchia per lanciare operazioni contro il cosiddetto Stato islamico.

La mozione approvata oggi, valida per un anno, stabilisce i confini legali entro cui la Turchia potrebbe decidere di agire, ma non significa necessariamente che le mosse del Paese saranno immediate. Una mozione già approvata in passato consentiva all'esercito di condurre operazioni oltre la frontiera se la lotta al Pkk lo avesse reso necessario.

Il ministro della Difesa, Ismet Yilmaz, ha detto oggi alla stampa di non attendersi una decisione repentina se la mozione fosse stata approvata. La Turchia, che negli ultimi tre anni ha accolto un milione e mezzo di profughi, punterebbe a creare una zona cuscinetto all'interno dei confini siriani, protetta da una no-fly zone.

Il viceministro agli Affari europei, Alaattin Buyukkaya, ha detto ieri all'agenzia Nova di essere convinto che così si potrebbero controllare meglio anche i flussi in ingresso e in uscita. Uno dei problemi con cui la Turchia deve confrontarsi è infatti il numero di persone che, passando dai suoi confini, vanno ad unirsi ai gruppi jihadisti che operano in Siria e Iraq, che siano lo Stato islamico o altre formazioni coinvolte nella guerra civile siriana.

Il voto in parlamento è arrivato mentre continua l'offensiva dei jihadisti, che da giorni tentanto di conquistare la città curda siriana di Kobane (Ayn al-Arab), a pochi chilometri dal confine. Le milizie Ypg stanno combattendo contro gli uomini dello Stato islamico, aiutati da una serie di attacchi aerei che non sembrano però avere fatto retrocedere gli aggressori.

Gli scontri in atto hanno costretto migliaia di persone ad abbandonare le proprie case. Nel giro di poco più di una settimana più di 160mila curdi hanno passato il confine con la Turchia.

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