A Charleston Obama tuona: "Sulle armi ciechi troppo a lungo"

Il presidente ha ricordato la strage in chiesa e "l'odio che accecava" l'attentatore. "Voleva scatenare paura e odio, non ce l'ha fatta"

A Charleston Obama tuona: "Sulle armi ciechi troppo a lungo"

Due giorni fa i funerali di due delle vittime dell'attentato contro la chiesa a Charleston. E ieri una cerimonia molto partecipata per i funerali del reverendo Clementa Pinckney, per cui sono arrivati nella Carolina del Sud anche la famiglia presidenziale e il vice-presidente Joe Biden.

Molta commozione tra i fedeli che si sono radunati per ricordare quanti sono caduti sotto i colpi di Daniel Roof. Obama, che già aveva pronunciato parole durissime contro quella che aveva definito una "tragedia senza senso", oggi ha parlato dell'odio che accecava il killer quando ha aperto il fuoco, "un atto con il quale ha immaginato di incitare paura e recriminazioni, violenza e sospetto, un atto con il quale presumeva di approfondire le divisioni".

Il presidente americano ha ringraziato il governatore della Carolina del Sud, Nikki Haley, che dopo la strage messa in atto dal ragazzo ha deciso di ritirare la bandiera confederata dalla sede del congresso statale. Diverse foto pubblicate sui social network da Roof lo ritraevano con simboli come la bandiera della Rhodesia o del Sud Africa dell'apartheid, o proprio con quella dell'America sudista.

"Quella bandiera ha sempre rappresentato più di un orgoglio ancestrale - ha detto Obama -. Per tanti, neri e bianchi, ricorda un sistema di oppressione e segregazione razziale". Ha poi chiesto ai fedeli di guardare ai fatti nella giusta ottica. "Dio opera in modo misterioso. Dio ha idee diverse. Lui non sapeva di essere usato da Dio", ha detto riferendosi al killer, sostenendo che se voleva scatenare panico e divisioni ha fatto il contrario.

Obama ha colto l'occasione per ricordare anche come le armi da fuoco negli Stati Uniti creino "un caos unico". "Per troppo tempo siamo stati ciechi", ha aggiunto. Al termine del suo discorso ha intonato l'inno "Amazing Grace", subito seguito a ruota dalla congregazione dei fedeli, visibilmente commossi.

Circa seimila le persone presenti, in quello che è stato il terzo funerale dei nove previsti. L'ultimo si terrà il 30 giugno nella chiesa di Emanuel, la testa dove si è tenuta la cerimonia ha cui ha preso parte anche il presidente Obama.

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