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Quel passato in Italia del jihadista di Marsiglia tra rapine e spaccio

Ahmed Hanachi sbarca nel 2006. Si sposa con un'italiana, poi divorzia. Vive di spaccio e furti. In Francia lo arrestano: è senza permesso di soggiorno ma lo liberano

Quel passato in Italia del jihadista di Marsiglia tra rapine e spaccio

Alla stazione di Saint-Charles di Marsiglia ha agito con estrema freddezza. Ha estratto il coltello e ne ha ammazzate due, a caso, senza alcuna pietà. All'urlo di battaglia "Allahu akbar" ("Allah è ilpiù grande") ne ha sgozzata una prima, e poi ne ha sventrata un'altra poco dopo. L'islamista, che ha firmato questa barbarie in nome del Corano, si chiama Ahmed Hanachi. Fino a tre anni fa, come riferisce Repubblica, viveva ad Aprilia ed era sposato con una donna italiana.

Come sempre, resta ancora molto da chiarire sull'attacco alla stazione di Marsiglia. E, come sempre, molti punti non saranno chiariti. Per esempio resta ancora più oscuro il motivo per cui sia stato rilasciato dalla gendarmerie quando, appena due giorni prima del duplice omicidio, lo avevano fermato a Lione per rapina e lo avevano trovato senza il permesso di soggiorno. Alle forze dell'ordine aveva mostrato un passaporto tunisino e aveva detto di "essere senzatetto, divorziato e con problemi di droga".

Soltanto adesso le forze di intelligence sembrano accorgersi che nel passato di questo immigrato che, come scrive Repubblica, in Italia "si arrabattava con lavoretti salutari nei campi e nei cantieri" accumulando "un paio di arresti per spaccio e furto prima di sparire nel nulla", ci fosse qualcosa di oscuro. Innanzitutto perché gravitava nella stessa area in cui sono stati arrestati (e, successivamente, espulsi) quattro tunisini con l'accusa di estremismo religioso e in cui aveva bazzicato anche Anis Amri, il jihadista che il 20 dicembre dell'anno scorso aveva lanciato il proprio camion contro un mercatino di Natale a Berlino.

Stando a una fonte vicina al dossier, Ahmed Hanachi, nato il 9 novembre 1987 a Biserta, è entrato in Francia nel 2003. Nel 2005 è stato fermato e ricondotto alla frontiera dal prefetto del Var, prima di essere rimesso in libertà dopo due giorni, per mancanza di posti nel centro di identificazione ed espulsione e per un problema con il documento di identità. In Italia sarebbe arrivato nel 2006. Si sarebbe stabilito ad Aprilia dove vive una folta comunità di tunisini. Qui si sposa con un'italiana, ma divorziano nel giro di poco tempo. Il permesso di soggiorno sarebbe scaduto a gennaio scorso.

"Per tutto il periodo in cui è stato nel nostro Paese - fanno sapere dall'Antiterrorismo italiano - non ha mostrato segnali di radicalizzazione e la perquisizione a casa della ex moglie (che si trova all'estero, ndr) non ha dato risultati". Eppure, come ha spiegato il procuratore di Parigi, Francois Molins, in conferenza stampa, aggressore aveva ben sette identità diverse. Nessuna di queste si trovava nelle liste dell'Antiterrorismo, ma qualcosa fa supporre che avesse molto da nascondere. L'Isis ha rivendicato l'attacco, ma non ha fatto il nome dell'aggressore.

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