La politica nucleare del prossimo presidente Usa

Al presidente sono conferiti i codici di lancio dei missili nucleari. Clinton: "Trump non ha la compostezza mentale per svolgere questo lavoro". Trump: "Utilizzerebbe le testate per risolvere i conflitti"

La politica nucleare del prossimo presidente Usa

Il concetto della deterrenza statunitense si basa su un devastante arsenale in grado di scongiurare qualsiasi ricorso al nucleare. È la certezza delle distruzione mutua assicurata ad aver impedito, fino ad oggi, una crisi nucleare che non avrebbe comunque vincitori, ma solo diversi gradi di sconfitti. Nessun presidente americano autorizzerebbe mai l’impiego di testate nucleare in un conflitto, ma l’opzione first strike esiste ed è prevista per affrontare la minaccia imminente di qualsiasi tipo di attacco catastrofico. Solo il lancio di missili strategici, ad esempio, potrebbe arrestare un’avanzata russa in Europa. Solo il lancio di testate multiple indipendenti potrebbe conferire la vittoria nel Mar Cinese Meridionale. La deterrenza dipenderà sempre da un certo grado di indeterminatezza e di incertezza. Non è tanto quello che si farà per rappresaglia, ma quello che accadrà una volta avviati i lanci.

Al prossimo presidente degli Stati Uniti sarà conferita la possibilità di autorizzare il lancio dei missili balistici intercontinentali contro un avversario straniero, innescando una guerra termonucleare.

Il punto sui codici di lancio è stato più volte affrontato durante la campagna elettorale dei due candidati. Secondo Hillary Clinton, Trump non possiede la compostezza mentale per svolgere tale lavoro (la decisione di autorizzare i lanci). Secondo Donald Trump, la Clinton sarebbe invece propensa all’impiego delle testate nucleare per risolvere diversi conflitti internazionali, primo tra tutti quello in Siria.

La soglia nucleare

Tuttavia la questione riguarda proprio il concetto di soglia nucleare, diversamente inteso dai due candidati. Al prossimo presidente degli Stati Uniti è affidata una particolare capacità di discernimento, quella di trasformare un conflitto convenzionali in nucleare. Tale percezione è affidata alla capacità decisionale del presidente degli Stati Uniti a cui spetta il compito di autorizzate una risposta nucleare scalabile tattica o su larga scala. Una valutazione errata potrebbe innescare conseguenze inimmaginabili. La percezione della Russia ad esempio. L'amministrazione Obama ha concluso che la Russia ha violato il Trattato INF testando missili cruise. Mosca, nella sua nuova dottrina militare, prevede l’impiego di testate nucleari qualora la sconfitta, in uno scenario convenzionale, fosse certa. In realtà, la dottrina strategica russa prevede anche il ricorso preventivo al nucleare per compensare le forze convenzionali superiori del nemico. Definita strategia di de-escalation, comporterebbe una risposta statunitense su larga scala in second strike. Il concetto di soglia nucleare è quindi dinamico e dipende da svariati fattori e dalla percezione delle tecnologia in possesso delle fazioni da colpire. Ciò richiede sangue freddo e una sufficiente padronanza della materia nucleare. Trump, durante il primo dibattito, ha palesato una ignoranza notevole negli aspetti fondamentali della politica nucleare. La Clinton, invece, nonostante la sua esperienza come Segretario di Stato, rischia mancanza di lucidità considerando la sua propensione ad inasprire la politica degli Stati Uniti nei confronti della Russia.

Come si ordina un lancio nucleare

Soltanto il Presidente degli Stati Uniti ha il potere di abilitare i codici di lancio, costantemente aggiornati dal Pentagono. Dalla sua valigetta di circa 45 kg chiamata Football, simile ad una 24 ore e solitamente trasportata da un ex militare dei reparti speciali distintosi in battaglia, il presidente degli Stati Uniti può abilitare, in ogni istante, il lancio di 400 missili Minuteman a terra o autorizzare l’espulsione di 192 missili Trident per 1536 testate indipendenti da 450 Kilotoni dagli otto sottomarini classe Ohio sempre in mare. Al presidente sono conferiti dei biscotti, delle schede in plastica che contengono al loro interno dei codici prestampati che identificano il Capo supremo delle forze armate ed abilitano i missili. Sono chiamati biscotti per il suono che emettono una volta spezzati. La valigia di 45 chili garantisce piene connessione con tutte le opzioni nucleari disponibili.

La Football implementa diversi sistemi di sicurezza per autenticare l’autore del lancio. Altri codici di lancio, elaborati dall’NSA, rimangono in custodia al Pentagono ed in altre sette località segrete. Alcuni di essi si abilitano soltanto per scala gerarchica qualora il Presidente degli Stati Uniti dovesse morire. Nessun militare può effettuare un lancio di sua volontà, senza i codici di lancio finali che abilitano i target. Ricevuta l’autorizzazione dal Presidente e autenticati i codici, i due ufficiali (sia nel caso dei silos per Minuteman che sui sottomarini Ohio), utilizzano le loro due chiavi diverse per aprire, simultaneamente, il pannello di controllo.

Quello chiamato two-person concept, impedisce l’uso accidentale di armi nucleari. I due ufficiali devono, infine, concordare sui codici ricevuti ed in forma integra. Qualora i satelliti non dovessero rilevare alcun lancio da una piattaforma, per effetto della ridondanza questi avverrebbero da altre unità. In questo modo si assicura sempre una copertura strategica globale, poiché è improbabile la perdita simultanea di otto sottomarini strategici. Durante l’era sovietica, le due chiavi del pannello di controllo erano custodite dal comandante dell’unità e dal rappresentante politico a bordo.

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