Primo dibattito in tv tra Hillary Clinton e Donald Trump

La campagna elettorale americana entra nel vivo, in vista del voto dell'8 novembre che deciderà il nuovo presidente. Stasera va in onda, in diretta tv, il primo dibattito tra Hillary Clinton e Donald Trump

Primo dibattito in tv tra Hillary Clinton e Donald Trump

Le stime parlano di cento milioni di spettatori (forse di più) per il primo dei tre duelli in diretta tv tra Hillary Clinton e Donald Trump. L'appuntamento è alle 21 ora locale (le 3 di notte in Italia). Una sfida che potrebbe rafforzare l'uno o l'altro candidato in corsa per la Casa Bianca, oppure indebolirlo. Se è vero che le elezioni non si vincono coi dibattiti in tv, è anche vero che per settimane - da qui all'8 novembre - le parole dei due candidati saranno vivisezionate e sottoposte al fact checking per verificare la corrispondenza tra quanto affermato e la realtà. E ogni cosa, dalle semplici dichiarazioni alle promesse, senza dimenticare gli attacchi portati all'avversario e le immancabili risposte, porteranno fieno in cascina ai due candidati, influenzando i sondaggi.

Il dibattito viene trasmesso in diretta da tutti le grandi tv americane, su YouTube, Facebook e Twitter. Al di là dell'importanza della posta in gioco il confronto tra i due candidati è anche un colossale show televisivo. Secondo i calcoli delle agenzie di pubblicità che hanno comprato gli spazi, l’audience oscillerà tra il 20 e il 50% in più rispetto al primo duello tv nel 2012, tra Barack Obama e Mitt Romney. Cento milioni di pubblico è una cifra paragonabile all’audience del Superbowl, l'evento sportivo più seguito negli Stati Uniti.

Solo quando si accenderanno le telecamere e partirà la diretta sarà possibile sapere con esattezza chi siederà tra il pubblico nella hall della Hofstra University, a Long Island (New York). Capitolo spettatori: un terzo dei biglietti va ai due staff elettorali, distribuiti in proporzioni uguali. Un altro terzo all’università, che sostiene i costi dell’organizzazione: la Hofstra ha organizzato una lotteria tra gli studenti in corso. L’ultimo terzo va alla Commissione per i dibattiti presidenziali, che li distribuisce tra i suoi componenti, gli sponsor e i vip locali. Non ci sarà Gennifer Flowers, una delle amanti di Bill Clinton. Trump aveva minacciato di invitarla e lei aveva pure aveva accettato. Ma poi il candidato repubblicano ha fatto marcia indietro e il suo staff ha precisato che la donna non è stata invitata.

Il pubblico presente in sala durante il dibattito non potrà parlare né applaudire. "A differenza che nei dibattiti per le primarie - ha spiegato Mike McCurry, copresidente dell’organizzazione che gestisce i dibattiti presidenziali - abbiamo espressamente chiesto al pubblico di ricordare che sono testimoni della storia e non sono lì per applaudire, festeggiare o protestare". Si vuole evitare a tutti i costi che il pubblico possa influenzare l’ndamento della serata. Chi assisterà al dibattito in diretta addirittura riceverà istruzioni su come vestirsi. Assolutamente vietati manifesti, cartelli o gadget di propaganda.

Tra i due candidati Hillary Clinton può vantare una maggiore esperienza nei dibattiti. Dal 2000 ad oggi ha già partecipato ad almeno trenta confronti-scontri con altri candidati. Nella sua breve carriera politica, invece, Trump non si è mai confrontato testa a testa con un altro candidato. Ovviamente i due si sono preparati a dovere in vista dell'importante appuntamento di stasera. Hillary lo ha fatto sua casa di Chappaqua, a nord di New York, con i più stretti collaboratori: ha cercato di analizzare pregi e difetti di Trump e nelle simulazioni del dibattito si è allenata facendo interpretare il ruolo di Trump a Philippe Reines, suo collaudato collaboratore. Hillary si è preparata ad affrontare "i molteplici Trump": l'imprevedibilità, infatti, è uno degli indiscussi punti di forza del suo avversario. Lo staff di Trump nega che il repubblicano abbia simulato il dibattito con una "finta" Hillary, ma si è limitato a studiare i suoi precedenti dibattiti. Ma resta difficile credere che non ci sia stata una preparazione ad hoc, se non altro per un aspetto pratico non secondario. Durante i dibattiti delle primarie le reti tv avevano riempito le due ore con diverse interruzioni pubblicitarie. Stavolta, invece, niente pause. Questo potrebbe avere delle ripercussioni, poiché i due candidati avranno necessità di mantenere la concentrazione alta per 90 minuti, senza pericolosi cali di tensione.

Quelle regole non scritte

Come da tradizione le rigide regole alla base del dibattito sono tenute segrete fino all'ultimo: oltre ai candidati stessi e ai più stretti collaboratori nessun altro fino all'ultimo sa quali siano, fa notare sul proprio sito la Nbc che ospita l’evento. Si tratta di una curiosa tradizione; gli strateghi dei due candidati negoziano regole scritte e le tengono segrete, gelosamente custodite fino all’ultimo. Si va da norme assolutamente banali (per esempio chi entra per primo nell’agone) a restrizioni potenzialmente decisive, per esempio se il moderatore possa correggere false dichiarazioni da parte dei candidati. Sul punto, Trump ha già dato la sua linea: in un’intervista a Fox News, ha detto che il giornalista che conduce dovrà essere moderatore e non "fact-checker". Per fare le verifiche comunque ci sarà tempo.

La posta in gioco

Nel dibattito Trump deve dimostrare di avere tutte le carte in regola per essere un "commander in chief", evitando di apparire instabile (Clinton farà di tutto per farlo innervosire). La Clinton, da parte sua, deve stare attenta soprattutto a una cosa: evitare di pensare che Trump sia battuto in partenza. Credere di avere già la vittoria in tasca può giocare brutti scherzi: è quello che avvenne nel 2000, quando un Al Gore troppo sicuro favorì, suo malgrado, il rampante George W. Bush, che apparve non solo competente (rispetto alle aspettative) ma soprattutto più "simpatico". E alla fine sconfisse il vicepresidente.

Saranno estremamente importanti tutti i novanti minuti del dibattito, dal primo all'ultimo. Anche se, secondo molti analisti, quelli più importanti sono i primi quindici, perché è all'inizio che lo spettatore decide chi ha vinto e chi ha perso.

Ecco chi è l'arbitro

Una grande importanza, nei dibattiti, ce l'ha anche il moderatore. Nel primo confronto-scontro tra Hillary e Trump il delicato ruolo di "arbitro" sarà svolto da Lester Holt (57 anni), anchorman della Nbc, alla sua prima esperienza come moderatore di un dibattito tra candidati. Accusato da Trump di essere democratico, in realtà è registrato tra i repubblicani dal 2003.

Come seguire il dibattito

In Italia il dibattito sarà trasmesso da TgCom24, SkyTg24 e RaiNews24, con traduzione simultanea. Gli abbonati a Sky possono seguirlo anche sulle tv americane: Cnn, Fox News, Abc e Msnbc. Sul web sia TgCom24 che SkyTg24 e RaiNews24 trasmettono gratuitamente in streaming. Oppure sarà possibile seguirlo, in lingua originale, tramite Youtube, Facebook e Twitter.

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