Regno Unito, le nuove regole anti Covid

Il governo guidato da Boris Johnson ha scelto la linea della fermezza per cercare di contenere la diffusione del Covid-19 nel Regno Unito. La tenuta del Paese è sempre più a rischio

Il Regno Unito è alle prese con un preoccupante aumento dei casi di infezione provocati dal virus Sars-CoV-2 e l'esecutivo guidato dal premier Boris Johnson ha deciso di correre ai ripari. Sono state infatti potenziate le sanzioni per chi viola la quarantena imposta in seguito al ritorno da un Paese a rischio, per chi è venuto in contatto con un malato o per chi ha avuto un esito positivo ad un tampone di controllo. Le multe potranno raggiungere un tetto massimo di 10mila sterline (che corrispondono a circa 11.000 euro) in caso di infrazioni ripetute mentre la prima violazione sarà sanzionata con un'ammenda di mille sterline. Le persone con un reddito basso costrette ad auto-isolarsi riceveranno un assegno di supporto da 500 sterline.

La stretta potrebbe non limitarsi alle sanzioni ma contemplare anche l'introduzione di nuove, severe misure restrittive su scala nazionale. Anticipazioni fornite dalla stampa accennano alla possibile chiusura di pub e ristoranti, all'imposizione di un coprifuoco serale a partire dalle 22:00 ed al divieto di socializzare con nuclei familiari diversi. La situazione potrebbe chiarirsi martedì, quando il premier Johnson si rivolgerà alla nazione.

Il primo ministro inglese, stando a quanto riferito dal Sunday Times, sarebbe contrario ad introdurre un lockdown nazionale di due settimane per rallentare la diffusione del virus e potrebbe prendere in considerazione questa mossa solamente alla fine di ottobre quando le scuole chiuderanno per un periodo di vacanza. Una mossa, quella di Johnson, che contrasterebbe con i voleri dei consulenti scientifici di Downing Street che sarebbero in favore dell'introduzione immediata del lockdown. L'esecutivo ha già introdotto alcune limitazioni alla vita sociale dei cittadini, tra cui la famigerata regola del sei. In Inghilterra sono vietati gli incontri conviviali e gli assembramenti con più di sei partecipanti in luoghi pubblici e privati (come il giardino di casa). Sono state previste eccezioni per matrimoni, funerali, riunioni di lavoro e per gli sport di squadra. In Scozia e Galles la regola del sei non si applica nei confronti dei minori di 12 anni. Una parte del Regno Unito, nello specifico le grandi aree urbane (come Manchester) del nord-ovest dell'Inghilterra, ha già sperimentato l'introduzione di misure di contenimento su scala locale. In queste aree, popolate da oltre tredici milioni di abitanti, è vietato socializzare, anche all'aperto, con persone che non fanno parte del proprio nucleo familiare. Sono previste limitate eccezioni a questa indicazione.

La curva dei contagi è tornata a crescere nel Regno Unito e negli ultimi giorni sono stati registrati molti nuovi casi, al livello più alto dalla fine di maggio. Le nuove infezioni sono state 3395 questo giovedì, 4322 il venerdì e 4422 nella giornata di sabato. Il numero di ospedalizzazioni dovute al morbo cresce, come in molti altri Paesi del Vecchio Continente, molto più lentamente ed è al di sotto dei livelli raggiunti nei primi mesi di quest'anno. Non c'è dunque una vera e propria emergenza sanitaria quanto, piuttosto, il timore che possa scoppiarne una nei mesi a venire. L'arrivo della stagione fredda rischia di peggiorare il quadro complessivo dato che in inverno si tende a passare più tempo in ambienti chiusi e poco areati.

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.