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La risposta dell'Isis a American Sniper

Un mirino e un fucile contro il bersaglio: così il Califfato risponde all'America di Chris Kyle e Clint Eastwood. Sostieni il reportage

La risposta dell'Isis a American Sniper

Un colpo di fucile, poi le parole "Allahu Akbar": Allah è grande. Dietro al mirino c'è uno "sniper", un cecchino dell'Isis che spara a qualsiasi cosa si muova. Prende la mira e poi preme il griletto. "Allahu Akbar", Allah è grande. Il macabro ritornello si ripete per ogni vittima.

Sono queste le immagini dell'ultimo video dell'Isis, una risposta diretta e frontale al successo cinematografico del 2015: American Sniper, tratto dall'autobiografia di Chris Kyle, il cecchino più letale dell'esercito americano.

Nel film di Clint Eastwood, Kyle ingaggia un conflitto non solo militare, ma anche ideale, con un cecchino siriano di nome Mustafa. Come racconta Kyle, pur senza mai chiamarlo per nome, Mustafa era il terrore dell'esercito americano in Iraq: ogni colpo centrato da oltre 800 metri era attribuito a lui. Nel film, Kyle lo colpisce con un colpo da una distanza eccezionale, riuscendo finalmente a ucciderlo.

Ora Mustafa sembra tornato in vita. E vuole sfidare l'American sniper.

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