Scontri con Edogan negli Usa. Calci in faccia ai manifestanti

Nove manifestanti feriti. "Calci e pugni dalle guardie del corpo di Erdogan"

Scontri con Edogan negli Usa. Calci in faccia ai manifestanti

Nove feriti, di cui due sarebbero in condizioni gravi e sono stati portati via in ambulanza. È questo il bilancio di scontri che si sono scatenati a Washington, davanti alla residenza dell'ambasciatore turco nella capitale americana, Serdar Kılıç, mentre il presidente Erdogan si trovava in città per vedere Trump.

Secondo Dustin Sternbeck, portavoce della polizia metropolitana, un diverbio sarebbe scoppiato tra due gruppi, uno che protestava contro il presidente turco e uno che sosteneva le sue posizioni. Secondo un video, pubblicato da Voice of America, i manifestanti contrari a Erdogan erano per la maggior parte pro-curdi.

Due persone sono state arrestate dopo gli scontri, accusate di avere aggredito i poliziotti chiamati sul posto per sedare gli animi, quando gli scontri sono esplosi. Nelle immagini si vedono chiaramente alcuni uomini in giacca e cravatta - definiti come "guardie del corpo di Erdogan" da VoA, unirsi ai tafferugli e prendere a calci in faccia i manifestanti a terra.

Decisamente diverso il punto di vista del campo pro-Erdogan. "I sostenitori di Pyd e Pkk avevano organizzato una protesta illegale - commenta dal suo profilo twitter il quotidiano pro-governativo Yeni Safak -. Quando la polizia americana non è riuscita a disperderli, ci hanno pensato le guardie di Erdogan".

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