Siria, missili antiaerei consegnati ai ribelli

Qualche paese sta fornendo dei Manpads ai gruppi armati identificati dagli Stati Uniti come ribelli moderati in Siria. Missili Strela-2M al gruppo Ansar al-Islam ed all’Esercito Siriano Libero

Siria, missili antiaerei consegnati ai ribelli

Qualcuno mira a riscrivere le singolarità in atto in Siria, riequilibrando i valori. Qualche paese sta fornendo dei Manpads, sistema missilistico antiaereo a corto raggio trasportabile a spalla, ai gruppi armati identificati dagli Stati Uniti come ribelli moderati in Siria. Poche ore fa, il canale Orient News ha diffuso sulla rete un video che immortala una fornitura di missili Strela-2 ottenuti dal gruppo islamico sunnita curdo Ansar al-Islam.

“Abbiamo ottenuto un buon numero di missili, equamente distribuiti tra il gruppo Ansar al-Islam e l’Esercito Siriano Libero, per contrastare i velivoli del governo a Daraa e Quneitra, a sud del paese. La fornitura è tale che ci ha consentito di realizzare diversi punti di difesa aerea per contrastare ogni tentativo dei velivoli militari siriani di colpire la provincia di Quneitra”.

Secondo i ribelli, i presidi manpads sarebbero stati allestiti nelle aree di Tal al-Hara, Mashara, Sandaniya, Jabata e Quneitra.

Nel video di due minuti e venti secondi, i ribelli del gruppo Ansar al-Islam non fanno riferimento alcuno alla provenienza della fornitura Strela-2. Ufficialmente, temendo la destinazione finale del sistema antiaereo, la Casa Bianca ha vietato alla Cia di armare i ribelli con i manpads. Tuttavia, diverse nazioni alleate, sono sempre state possibiliste ad una fornitura antiaerea per contrastare le forze aeree siriane e russe in vista della battaglia su Aleppo, anche se non vi è alcuna prova che i missili abbiano raggiunto la città. I gruppi ribelli in Siria ricevono armi ed equipaggiamento dalle vie di rifornimento attraverso la Giordania e la Turchia. Nel gennaio del 2014, la Cia ha dato il via libera ad una massiccia fornitura di missili anticarro BGM-71 ai gruppi ribelli, tramite l’Arabia Saudita. Nel 2013, l’Arabia Saudita ha acquistato 13.975 missili anticarro, fornitura interamente consegnata. Per contratto, il governo saudita deve informare gli Stati Uniti della destinazione finale dei missili. Gli Stati Uniti, almeno ufficialmente e nonostante le pressioni, non avrebbero mai autorizzato la fornitura dei manpads, per timore che anche i missili terra-aria cadessero nella mani dei terroristi. La Cia, però, il 27 febbraio scorso (poco prima che entrasse in vigore il cessate il fuoco), avrebbe rassicurato gli alleati e garantito sull’equipaggiamento avanzato che sarebbe stato fornito qualora la situazione in Siria precipitasse. Sarebbe in ogni caso una decisione del presidente degli Stati Uniti. Negli anni ’80, centinaia di missili Stinger americani giunsero in Afghanistan: cambiarono per sempre le sorti del conflitto contro l’Unione Sovietica.

I missili Strela-2 consegnati al gruppo Ansar al-Islam

Quelli mostrati dai ribelli del gruppo Ansar al-Islam, sono missili della famiglia Strela-2 con sistema di guida infrarosso passivo. Progettati dai sovietici negli anni ’60, sono stati costantemente aggiornati sebbene (per gli standard moderni) abbiano un limitato raggio d’azione, velocità, altitudine, capacità di acquisizione e letalità della testata.

Quello consegnato è lo Strela-2M o SA-7B. Si differenzia dalla prima generazione per la carica propulsiva che ne aumenta la gittata e la velocità. Lo Strela-2M può colpire bersagli ad una distanza massima di circa 4,2 km, ad un’altitudine di 2300 metri ed una velocità di circa 500 metri al secondo. La sua efficacia dipende dalla capacità di agganciare la fonte di calore dei bersagli aerei: il missile 9M32M è alimentato da un motore a combustibile solido a due stadi. Il bersaglio viene rilevato visivamente dall'operatore. I vantaggi dello Strela-2 sono legati alla semplicità di costruzione ed al facile e rapido impiego. Il dispositivo può essere ricaricato fino ad un massimo di cinque volte. La produzione Strela-2 è stimata in 50 mila missili: ciò lo rende uno dei manpads più diffusi al mondo.

I manpads dell'Isis: minaccia nota nel 2015

Il 30 marzo dello scorso anno, il generale Thomas Trask, vice comandante dello Special Operations Command, invia con la massima priorità ai suoi superiore al Pentagono un rapporto chiamato “Joint Urgent Operational Need”. Le preoccupazioni dei reparti speciali Usa nascevano dalla certezza di dover affrontare dei contesti con presenza antiaerea in grado di colpire cacciabombardieri ed elicotteri. Il documento, pesantemente censurato, dimostra le preoccupazioni del SOCOM e “l’urgenza di adottare le contromisure necessarie per contrastare la minaccia antiaerea trasportabile a spalla”. Nel memo sono state rimosse svariate informazioni, ma non le preoccupazioni di Trask che definisce i missili antiaerei un “rischio forse inevitabile”. Lo scorso agosto, SOCOM ha ordinato alle aziende coinvolte di installare su undici piattaforme aeree non specificate nuovi sistemi difensivi. Lo Stato islamico possiede centinaia di Manopads della famiglia SA-7 Strela, FN-6 ed Igla cinesi trafugati prima dagli arsenali di Saddam e poi da quelli dell’esercito regolare lealista. I russi, riconoscendo la minaccia in Siria (dopo aver subito alcune perdite), affidano le missioni primarie ai velivoli ed alle cannoniere di ultima generazione. Stranamente, nessun aereo russo impegnato nei primi mesi del conflitto era dotato di contromisure elettroniche contro i manpads. I sistemi di disturbo L370 Vitebsk, ad esempio, dovrebbero essere in grado di contrastare tale minaccia.

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