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"Colpito un luogo simbolo": cosa rivela davvero la sparatoria di New York

Il sospettato, un afroamericano di 63 anni ancora in fuga, ha colpito in uno dei luoghi simbolo della Grande Mela e, purtroppo, anche del crimine violento che dilaga sempre di più nella metropoli

"Colpito un luogo simbolo": cosa rivela davvero la sparatoria di New York

"Chi vorrebbe vivere in una città come questa?". È la domanda che un uomo di Sunset Park ha posto a un giornalista televisivo a seguito della sparatoria verificatasi mattinata di martedì nella metropolitana di Brooklyn nella quale sono rimaste ferite più di 20 persone e che racconta molto sul clima di violenza che si respira da mesi nella città di New York. Non più emblema del sogno americano ma teatro di un'escalation criminale che sta diventando sempre più esasperante. La polizia ha fatto sapere che il ricercato, il 63enne Frank James, ha sparato "almeno 33 colpi" e sulla scena del crimine sono state rinvenute una pistola Glock 17 da 9 millimetri - che si sarenne inceppata durante la sparatoria - e anche un'accetta.

Il sospettato, secondo il New York Post, è un uomo con problemi mentali che nei mesi scorsi si era scagliato contro il sindaco Adams in alcuni video postati su Youtube. "Signor Sindaco, sono una vittima del suo programma di salute mentale", ha detto James in un lungo video. "Ora ho 63 anni pieno di odio, pieno di rabbia e di amarezza". Il sospettato identificato dalla polizia della Grande Mela ha inoltre accusato il sindaco di non aver fatto nulla per risolvere i problemi dei senzatetto. James ha raccontato nei video che gli era stata diagnosticata una malattia mentale, definendo uno "spettacolo dell'orrore" i servizi di salute mentale della città. "Quello che sta succedendo in quel posto è violenza", ha detto a proposito di una struttura da cui avrebbe ricevuto assistenza. "Non la violenza fisica", ha spiegato, "ma il tipo di violenza che subisce un bambino alle scuole elementari e che lo farebbe andare a prendere una pistola e sparare".

Quella sparatoria in un luogo simbolo di ordinaria violenza

L'uomo è ancora in fuga con un furgone preso a noleggio. La polizia ha lanciato una massiccia caccia all'uomo e ha rivelato che le telecamere di sorveglianza della stazione della metropolitana di Sunset Park non funzionavano al momento dell'assalto. Fonti delle forze dell'ordine hanno riferito al New York Post che le telecamere tendono a spegnersi "di tanto in tanto". Il commissario della polizia di New York, Keechant Sewell, ha dichiarato in conferenza stampa che il sospettato indossava una maschera antigas, un giubbotto da cantiere arancione e verde, un casco da lavoro verde neon e una felpa grigia con cappuccio.

Frank James ha scelto di colpire in un luogo altamente simbolico, all'ora di punta. Come nota Guido Olimpio sul Correre della Sera, infatti, la metropolitana della Grande Mela è stata teatro di violenze, di aggressioni senza motivo e altre innescate dall'odio razziale. In numerose occasioni sono stati degli asiatici a pagarne il prezzo, specie dopo l'inizio dell'emergenza Covid. Molti, infatti, nota il Financial Times, sono ancora traumatizzati dall'omicidio di febbraio di Christina Yuna Lee, una donna che è stata pugnalata più di 40 volte da un senzatetto che si era intrufolato illegalmente in casa sua. Nel frattempo la criminialità, anche se non è paragonabile a quella degli anni '70 e 80, continua a crescere in maniera preoccupante. Le sparatorie sono aumentate dell'8%, secondo il Nypd, e di oltre il 72% rispetto a due anni fa. La metropolitana è stata al centro di queste violenze e ora è teatro simbolico di una sparatoria che poteva diventare una strage.

Omicidi e crimini violenti in crescita in tutti gli Stati Uniti

L'ondata di crimini violenti negli Usa è un dato di fatto. Come riportato da InsideOver lo scorso dicembre, la tragica notizia dell’uccisione di Davide Giri, giovane dottorando italiano alla Columbia University, accoltellato all’addome da un uomo apaprtenente alla gang Evk, “Everybody Killas”, protagonista di omicidi e coinvolta da anni in una guerra tra bande che insanguina New York, è purtroppo lo specchio di un Paese dove gli omicidi e i crimini violenti sono cresciuti in maniera rilevante dall'inizio della pandemia. Secondo un rapporto del CCJ pubblicato lo scorso luglio, il numero di omicidi durante la prima metà del 2021 è aumentato del 16% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. E secondo un rapporto dell’FBI, il numero di omicidi nel 2020 rispetto al 2019 è aumentato del 25%: trattasi, sottolinea la Cnn, della più grande crescita di omicidi dagli anni ’60 in poi. Ma non sono solo gli omicidi ad aumentare: il numero di aggressioni aggravate nei primi tre trimestri del 2021 è stato del 3% superiore rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con 1.515 aggressioni aggravate in più rispetto al 2020.

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