La spy story di Credit Suisse

Il ceo di Credit Suisse Tidjane Thiam ha presentato le sue dimissioni dopo essere stato coivolto nello "scandalo pedinamenti", una scabrosa vicenda che ha turbato la nota banca svizzera. Il nuovo ceo sarà Thomas Gottstein

La spy story di Credit Suisse

Una vicenda dai risvolti inquietanti quella che ha portato alle dimissioni il banchiere franco-ivoriano Tidjane Thiam; deciso ad abbandonare Credit Suisse dopo essere stato travolto dallo scandalo dei pedinamenti che tratteggiano il plot di una spy-story di genere ambleriano, e che hanno profondamente scosso l'istituto di credito, minandone fortemente la reputazione.

Il cinquansettenne francese originario della Costa d’Avorio ha ufficializzato la decisione di abbandonare il suo posto di dirigenza dell'istituto di credito elvetico - il secondo per importanza della piazza finanziaria svizzera - a una settimana dalla consegna delle sue dimissioni, avvenuta ieri. La ragione è strettamente collegata alla serie di scandali interni che lo hanno tramutato, almeno sulle pagine di cronaca, nel mandante di un'operazione di spionaggio privata atta a controllare i movimenti dei colleghi. Lo scandalo del primo "caso di spionaggio" in Credit Suisse risale all'autunno scorso, quando equivalente svizzero della Consob decise di aprire un'inchiesta in seguito alla denuncia di un funzionario dell'istituto che si accorse di essere "seguito" nei suoi spostamenti; e che e per questo si era rivolto alla polizia elvetica. Le indagini rivelarono che Iqbal Kahn, quarantaduenne di origine pakistane, gestore patrimoniale in procinto di abbandonare il colosso bancario elvetico per entrare in Ubs, era in vero seguito da tre 007 di un'agenzia privata assoldati dalla banca.

La vicenda, nonostante si fosse tinta di nero per via del suicidio di uno dei tre pedinatori, si sgonfiò, almeno all'interno della dirigenza, che assolse Thiam reputando come il caso - senza dubbio singolare - potesse essere collegato ad una questione privata legata alle ville dei due protagonisti, adiacenti e al centro di un contenzioso. Ma le autorità svizzere scoprirono dell'altro: ossia che non era la prima volta che i banchieri adoperavano pratiche di spionaggio nei confronti dei loro rivali interni. Venne scoperto infatti che anche l’ex capo delle risorse umane di Credit Suisse, Peter Goerke, era stato fatto pedinare dal direttore generale Pierre-Olivier Bouee, poi additato di essere il responsabile anche del pedinamento di Kahn.

"Non ero a conoscenza del pedinamento dei due ex colleghi. Tutto questo ha indubbiamente disturbato Credit Suisse e causato ansia e dolore. Mi spiace che tutto questo sia successo, non avrebbe mai dovuto accadere", si è giustificato il Ceo nella consegna delle sue dimissioni accettate all'unanimità dal consiglio di amministrazione - che deve aver trovato l'occasione giusta per risolvere le tensioni interne scatenate da questo imbarazzante scandalo che ha fortemente minato la credibilità dell'istituto bancario elvetico, e che aveva provocato forti frizioni tra l'ormai ex Ceo Thiam e il presidente Urs Rohner. Ora al suo posto interverrà l’attuale "numero uno" della banca, Thomas Gottstein, svizzero di 55 anni di cui 20 spesi all’interno di Credit Suisse.