"Stanno uccidendo la bestia fascista". E il conduttore censura l'ufficiale

Il conduttore di un talk russo blocca un ufficiale che vuole commemorare i caduti sul fronte: "Stanno uccidento la bestia fascista"

 "Stanno uccidendo la bestia fascista". E il conduttore censura l'ufficiale

In una trasmissione televisiva russa, un ufficiale di Putin ha chiesto sessanta secondi per commemorare i caduti sul fronte. Tale proposta, però, non ha trovato l’assenso dell’anchorman che lo ha bloccato, si è infuriato alla richiesta e gli ha ricordato le ragioni per cui la sua nazione è in guerra da dieci settimane. "Stanno uccidendo la bestia fascista". Così il conduttore di un talk russo non ha consentito un minuto di silenzio per le vittime in Ucraina.

A segnalare il caso è stato Carl Bildt, già premier svedese dal 1991 al 1994 e poi ministro degli Esteri dal 2006 al 2014, ora con vari incarichi a livello europeo. Il politico ha pubblicato su Twitter il post dove appunto è apparso il disaccordo tra il giornalista e il militare. Il frammento è stato preso direttamente dalla tv del ministero della Difesa del Cremlino.

L’ex esponente del governo di Stoccolma ha voluto testimoniare come anche in Russia sia ormai aperto il dibattito su un conflitto, che fino a qualche settimana fa tutti approvavano. “Scambio notevole – ha cinguettato Bildt -. Mostra che le tensioni si stanno accumulando per le elevate perdite nella guerra iniziata”.

Il post, però, ha aperto le reazioni degli utenti della rete. Diverse le persone che hanno commentato il messaggio, mettendo in evidenza le difficoltà che Putin ha nello giustificare la guerra in Ucraina, anche nelle alte gerarchie militari. Più passano i giorni e più diventa difficile per il governo di Mosca tenere unita la popolazione rispetto a un conflitto, su cui anche i russi iniziano a dubitare, tanto da indurre anche i soldati a ribellarsi ai diktat dello zar.

La strategia di Putin, intanto, continua a essere la stessa: nessuno può mettere in discussione quanto stabilito dal Cremlino. La censura, pertanto, diventa quotidianità sui media nazionali e locali che possono diffondere solo contenuti filtrati dall’esecutivo centrale. Soprattutto devono mantenere ferma la tesi della liberazione dai nazisti, in modo da tener compatta una comunità, sempre più stanca di combattimenti che si pensava durassero solo qualche giorno e non mesi.

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