Strage in California, 14 morti in un centro disabili. Killer di origini arabe

Dopo la strage, consumatasi in un centro disabili di San Bernardino, i killer sono fuggiti a bordo di un Suv. Sono stati poi intercettati e uccisi dalla polizia. Folle vendetta personale o pista terroristica?

Strage in California, 14 morti in un centro disabili. Killer di origini arabe

La strage di ieri, in California, è stata messa a segno da una coppia di origine araba: Syed Rizwan Farook, 28 anni, americano (di religione musulmana), ed una donna, Tashfeen Malik, la compagna, di 27 anni. Sono loro che per ore hanno tenuto in scacco la città di San Bernardino (200mila abitanti), facendo irruzione all'Inland Regional Center, un centro disabili dove era in corso una festa, uccidendo 14 persone. Farook era ispettore all'assessorato alla Salute della Contea e ieri aveva partecipato alla festa con i suoi colleghi, proprio nel centro dove poco dopo si sarebbe verificata la tragedia. Pare che abbia litigato con qualcuno e poi se ne sia andato, tornando sul posto, poco più tardi, per fare fuoco e seminare morte. Vi potrebbero essere, dunque, motivi personali (una vendetta privata) dietro alla strage, anche se l'Fbi al momento non escludono ancora la pista del terrorismo. Ma c'è una cosa che non torna: le modalità con cui si è svolto il massacro lasciano pensare a una premeditazione accurata.

Sia il Los Angeles Times che il New York Times scrivono che uno dei killer aveva lasciato la festa dopo un alterco con alcuni colleghi, per poi tornare sul posto armato con uno o due persone armate. A confermare l'identità di Syed oltre il padre ed uno dei fratelli anche il cognato Farhan Khan, che ha espresso il proprio cordoglio per le vittime e ha detto di non avere idea "del perché abbia fatto qualcosa di terribile come questo". Khan ha parlato ad una conferenza stampa organizzata dal Council on American-Islamic Relations (Cair) i cui leader hanno condannato con parole molto dure la strage che, nonostante la sua matrice non sia stata ancora accertata, ha visto come autore almeno un americano di religione musulmana.

La polizia ha arrestato un secondo uomo, il presunto terzo killer di cui si è parlato sin dall'inizio, ma non è ancora certo se sia effettivamente coinvolto nel massacro. Almeno 2 delle 4 armi usate erano state legalmente acquistate da una persona legata agli autori del massacro. Le armi impiegate sono due fucili d'assalto Bushmaster Ar-15 (il fucile semiautomatico reso tristemente celebre da Adam Lamza, il ventenne che il 14 dicembre 2012 massacro 20 bemabini e sei adulti alla scuola elementare Sandy Hook di Newton in Conncecticut) e due pistole. Sarebbero queste ultime a risultare legalmente acquistate, secondo quanto riferito dall'agenzia Atf, i federali che vigilano, tra l'altro, su armi ed esplosivi. I killer hanno utilizzato anche esplosivi ("pipe bombs", ordigni rudimentali formati da tubi di metallo imbottiti di esplosivo), lanciandoli contro la polizia mentre erano in fuga. Dopo la carneficina, infatti, i due si sono dileguati a bordo di un Suv nero. Poco dopo la polizia ha intercettato il mezzo e ha aperto il fuoco crivellando il veicolo di colpi e uccidendo i due responsabili della strage.

Riesplode la polemica sulle armi

Quello di San Bernardino è il peggior massacro dopo la carneficina alla scuola elementare Sandy Hook di Newton, in Connecticut, del 14 dicembre 2012. Quel giorno un ventenne, Adam Lamza, con problemi mentali ma legalmente in possesso di un fucile d'assalto Bushmaster AR-15, entrò nella scuola dove insegnava la madre, uccisa prima di uscire di casa per andare a compiere la mattanza. Nell'istituto massacrò a sangue freddo 20 bambini e altri 5 adulti prima di suicidarsi. Sull'onda emotiva di quella strage, pur essendo solo l'ultima in ordine di tempo di una lunga serie, il presidente Barack Obama tentò di rendere più restrittiva la legislazione sulle armi. Obama mise il vicepresidente Joe Biden a capo di una commissione che produsse un testo di legge che, però, è stato affondato al Congresso. Obama non si dà per vinto. Il 27 novembre scorso, quando un antiabortista armato fino ai denti massacrò 3 persone e ne ferì 9 in una clinica per il controllo delle nascite a Colorado Springs, il presidente affermò: che "quando è troppo è troppo", lasciando intendere un nuovo impegno per cambiare le cose.

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