Stx, controproposta di Parigi: "Negoziati in campo militare"

Il ministro dell'Economia francese: "Se l'Italia non accettasse le proposte di Parigi su Stx, la Francia cercherà altri partner benché non si auguri di dover fare questo passo"

Stx, controproposta di Parigi: "Negoziati in campo militare"

Se l'Italia non accettasse le proposte di Parigi su Stx, la Francia cercherà altri partner benché non si auguri di dover fare questo passo. La minaccia arriva da Bruno Le Maire, ministro dell'Economia di Macron, parlando a "LeJournal du Dimanche" del suo incontro con Padoan e Calenda martedì. A Roma Le Maire porterà una proposta del presidente francese che lui definisce "un gesto di apertura" di Macron, e che spiega così: "Al momento si è partiti su una base di cooperazione nel settore dell'industria civile, la costruzione di navi da crociera, per sintetizzare. Ebbene, noi diciamo ai nostri amici italiani vediamo anche cosa possiamo fare nel settore della cooperazione militare, precisamente in quello delle unità di superficie, e costruiamo un grande campione dell'industria navale europee. Se non sono d'accordo resteremo nella situazione attuale e noi cercheremo altri partner. Ma non ce lo auguriamo affatto".

Il ministro non vuole parlare di nazionalizzazione di Stx perché ciò avviene "quando lo Stato assume stabilmente il controllo di un'attività economica nella convinzione che potrà esercitarla meglio di un attore privato. Credo invece che bisogna che i cantieri navali siano diretti da attori privati, con una partecipazione dello Stato ma con delle garanzie. Finchè non ci sono garanzie, non ci sarà accordo. La Francia difende i suoi interessi come fanno la Cina o gli Stati Uniti. E questo non è di destra né di sinistra, è gollismo".

Le Maire poi assicura: "Non si tratta di fare un braccio di ferro con qualcuno. Vogliamo darci del tempo per ripartire con i nostri amici italiani su buone basi. Il ruolo dello Stato non deve essere quello di gestire le imprese al posto degli imprenditori, ma di vigilare perchè non siano disperse capacità che possono ancora fruttare. Se domani un fondo rapace attaccasse una delle nostre imprese nazionali che dovrei fare? Finta di niente? Per mancanza di coraggio e di volontà politica, abbiamo ucciso la filiera dei pannelli solari europei lasciando entrare pannelli finanziati dalla Cina. Spiacente, ma mi rifiuto di continuare così".

La risposta dell'Italia è arrivata a stretto giro di posta. "La partita è troppo grossa e complicata. Di sicuro noi alle loro condizioni non ci stiamo. Come finirà? Se li riprendono...", ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda all'AGI a proposito di Fincantieri e della temporanea nazionalizzazione del polo Tsx a Saint Nazaire.

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