Sudafrica, fondi pubblici per il disco dell'ex presidente Zuma

Le risorse pubbliche per il progetto musicale dell’ex presidente sarebbero state elargite dal ministero della Cultura e delle Arti nonché dalle autorità del distretto di eThekwini, territorio di origine di Zuma

In Sudafrica sono esplose in questi giorni forti polemiche riguardo ai “fondi pubblici” erogati da istituzioni nazionali e locali per promuovere la “carriera musicale” dell’ex capo dello Stato Jacob Zuma.

Quest’ultimo, presidente del Paese dal maggio del 2009 al febbraio del 2018 e attualmente indagato per corruzione, ha infatti da poco realizzato e lanciato sul mercato il suo primo disco, una raccolta di inni e canti di protesta cari agli attivisti neri e composti all’epoca della lotta anti-apartheid. Tuttavia, secondo i media locali, l’iniziativa musicale dell’ex leader dell’African National Congress (Anc) sarebbe stata “favorita” direttamente dal ministero della Cultura e delle Arti nonché dalle autorità del distretto di eThekwini, territorio di origine di Zuma. Tali istituzioni, controllate dai vecchi compagni di partito dell’ex capo dello Stato, avrebbero “stanziato ingenti somme di denaro pubblico” per aiutare quest’ultimo a intraprendere la carriera artistica.

A denunciare ai media la vicenda sono stati diversi esponenti di Democratic Alliance (Da), formazione politica rivale dell’Anc. Costoro hanno infatti definito l’aiuto pubblico accordato al progetto musicale di Zuma come un vero e proprio “spreco dei soldi dei cittadini”. Ad esempio, Zwakele Mncwango, leader di Da nel distretto di eThekwini, ha tuonato: “Fondi pubblici, in teoria destinati a sostenere le iniziative di giovani artisti che faticano ad affermarsi nel mondo della cultura, sono stati invece dilapidati per aiutare un politico corrotto e ormai in disgrazia a fare fortuna come cantante. Noi ci batteremo con le unghie e con i denti affinché i finanziamenti statali a vantaggio di Zuma vengano interrotti al più presto. L’Anc ha distrutto questo Paese a furia di favoritismi. È tempo che i Sudafricani, con il loro voto, facciano finalmente crollare il sistema di clientele creato da quel partito in tanti anni di governo.”

Il ministero delle Arti e della Cultura, una delle autorità accusate di “favoritismi”, non ha per il momento rilasciato comunicati ufficiali sulla vicenda dei contributi pubblici elargiti per il progetto musicale dell’ex presidente. L’altra istituzione nel mirino dei media e dell’opposizione, il governo di eThekwini, ha invece reagito alle critiche affermando che le risorse accordate a Zuma sarebbero state giustificate dall’“elevato valore culturale” rivestito dal disco di quest’ultimo. Thembinkosi Ngcobo, a capo del dipartimento delle Arti del distretto in questione, ha infatti dichiarato che l’ex capo dello Stato avrebbe realizzato una raccolta di inni “di straordinaria rarità”. Di conseguenza, tale iniziativa artistica, diretta a “ridare vita a canti quasi scomparsi dalla cultura musicale del Paese”, “meritava assolutamente” di essere finanziata con le risorse della collettività locale.