Il tesoro delle SS è nascosto in una casa di "piacere"

Oltre quaranta casse d'oro nascoste nelle "segrete" di una villa polacca: è il tesoro di Himmler, il comandante delle SS che avevano reso un antico palazzo di Minkowskie la loro casa di piacere

Il tesoro delle SS è nascosto in una casa di "piacere"

Sono anni che se ne parla, ma ormai l'ora della verità è vicina, e i due ricercatori che hanno passato quasi un decennio seguendo le tracce del famigerato tesoro di Himmler sono pronti ad impugnare pale e picconi per scavare sotto una villa del diciottesimo secolo. Una "casa di piacere" che troneggia su una collina alle porte di Minkowskie, nella Slesia polacca, dove il Reichsführer delle SS avrebbe nascosto 48 casse contenenti ognuna dozzine di lingotti d'oro. L'oro che sarebbe servito, secondo alcuni storici, per fondare il Quarto Reich.

Dieci anni passati dietro i resoconti che spesso si perdono nella leggenda. A confrontare date, a cercare in documenti, dispacci, lettere, diari, informazioni ufficiali e ufficiose che potessero aiutarli ad identificare l'esatta posizione del “oro di Breslau”: un carico di decine di tonnellate di lingotti d'oro, opere d'arte e altri preziosi, rastrellati dalle SS di Heinrich Himmler e accumulati nella "Reichsbank", partiti su un treno da Breslavia, per poi scomparire nel nulla alla fine della seconda guerra mondiale.

La prova regina proverrebbe dal diario di un alto ufficiale delle Schutzstaffel, le "squadre di protezione" di Hitler che attraverso i temibili sonderkommandoss portarono avanti la "soluzione finale" e la cancellazione di ogni genere di opposizione nell'Europa dell'est, consegnato da alcuni membri di un'antica loggia di Quedlinburg, insieme ad una mappa e altri documenti top-secret dell’epoca.

L'ufficiale in questione, denominato “Michaelis”, avrebbe spinto i cacciatori di tesori a cercare in un'area delimitata della Slesia polacca, al confine con la Repubblica Ceca, per poi concentrarsi sul terreno che circonda un elegante palazzo dal tetto celeste, risalente al diciottesimo secolo in evidente stato d’abbandono, oggi di proprietà della fondazione Silesian Bridge. A riportare la notizia è il tabloid britannico Daily Mail, che in un reportage esclusivo racconta dove potrebbe celarsi il tesoro da quantificare in oltre mezzo miliardo di sterline.

L’edificio di due piani dal tetto spiovente commissionato dal generale prussiano Friedrich Wilhelm von Seydlitz, oggi perfetto per ambientare un film di fantasmi, venne requisito durante l’occupazione nazista e utilizzato come bordello dagli ufficiali che portavano la testa di morto sul bavero: gli uomini incaricati di "cancellare" dalla faccia della terra ebrei, zingari, partigiani, oppositori e sostenitori del comunismo. Una vicenda raccontata bene da Littell nel suo capolavoro "Le Benevole" (Enaudi). Sarebbe lì dunque, e in fondo ad un pozzo, che il tesoro attende di essere trovato da oltre settant’anni.

Nelle pagine vergate a mano dall'ufficiale nazista si legge: "Mia cara Inge, porterò a termine il mio compito, se Iddio vorrà. Alcune operazioni di trasporto hanno già avuto successo. Le restanti 48 grosse casse della Reichsbank e tutte quelle appartenute a diverse famiglie, le affido a te. Soltanto tu sai dove si trovano. Possi Dio aiutarti e aiuti me, a finire quanto ho iniziato” - e prosegue - "Un passaggio è stato scavato nell’orangeria, che è una “casa” sicura per le casse e gli altri contenitori che sono stati inviati". Tra questi, 48 colli della Reichsbank, "in buone condizioni e ben nascosti sottoterra e sotto le piante".

L'ultima nota è datata al 12 marzo del 1945, e Inge, la cara Inge, sarebbe secondo i resoconti una delle tante prostitute, o semplici ragazze affamate che si erano stabilite nella casa di piacere di Minkowskie per soddisfare per pulsioni degli ufficiali delle SS, della quale Michaelis si era innamorato. Fidandosene al punto da rivelarle l'esatta (o ipotetica) posizione del tesoro che però non è mai stato toccato. Forse perché con la rottura del fronte e l'avanzata dell'Armata Rossa, sia Michaelis, ufficiale nemico e criminale di guerra, che Inge, collaborazionista, sono rimasti uccisi; o forse, come sostiene Roman Furmaniak, capo della spedizione dei cacciatori d'oro, perché Inge, sopravvissuta, non ha mai voluto tradire il suo amore rivelando il segreto.

Secondo Furmaniak, infatti, la ragazza era così innamorata del bell'ufficiale ariano "in uniforme nera delle SS", che credeva sarebbe tornato a prenderla, e magari avrebbero dissotterrato il tesoro insieme. "Sarebbe dovuta restare lì per un anno, forse due, poi tutto sarebbe finito", continua Furmaniak, "Nessuno credeva allora che la regione sarebbe passata sotto il controllo dell'Unione Sovietica. C'è stato un periodo di due mesi nel 1945 in cui ha dovuto nascondersi nella foresta dai russi. Ma quando è tornata, la zona non era stata disturbata". Poi avrebbe continuato a sorvegliare, per sessant’anni, fino alla morte.

Una storia poco credibile, più degna di un romanzo che della realtà, ma comunque prossima ad una svolta definitiva, perché all'inizio di maggio il gruppo di cacciatori d'oro dei nazisti inizierà gli scavi, partendo dalla villa di Minkowskie. Per setacciare gli undici nascondigli identificati dai documenti segreti, compreso il pozzo di Roztoka, altra X segnata sulla mappa. "Il diario dice che i depositi di Roztoka sono sepolti a 64 metri sul fondo di un pozzo. Sarebbe un compito enorme scavare quel sito. Ci stiamo concentrando su Minkowskie ora perché pensiamo che sarà più facile".

È solo questione di tempo dunque, e sapremo se l'oro di Himmler si nasconde davvero sotto a un vecchio bordello delle milizie tedesche, che poi divenne sotto l'Unione Sovietica un asilo e per un po' di tempo anche un cinema. O seppure la storia fantasiosa sarà più adatta un film, che certe trame riscuotono ancora un certo successo: guerra, amore, e tesori nazisti.

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