"Il tesoro di Hitler? Sul fondo del mare Baltico"

La nuova teoria sulla caccia all'oro del Fuhrer. Secondo uno studioso inglese il tesoro sarebbe stato caricato sulla nave ammiraglia Wilhelm Gustloff, affondata nel '45 da un siluro di un sommergibile sovietico.

"Il tesoro di Hitler? Sul fondo del mare Baltico"

“Il tesoro di Hitler? É custodito dalle acque gelide del mar Baltico”. L’ultima suggestione sulla caccia all’oro del Fuhrer arriva dall’Inghilterra. Secondo Phil Sayers, subacqueo, il bottino di guerra della Germania nazista si troverebbe nel relitto del transatlantico Wilhelm Gustloff, affondato da un sommergibile sovietico nel 1945.

Sayers ha spiegato al Daily Star di aver parlato con uno dei pochissimi testimoni ancora in vita di quella che è stata la più devastante tragedia della marina tedesca. Si tratta di Rudi Lange che, all’epoca dei fatti, era un giovanissimo addetto alle radiocomunicazioni della nave ammiraglia della marina del Reich ormai morente. Il reduce gli avrebbe raccontato che, prima di salpare dal porto di Gdynia, nella stiva della Wilhelm Gustloff sarebbero state caricate centinaia di casse. Di queste si vociferava che fossero piene zeppe d’oro e che facessero parte del tesoro del Reich e che perciò dovevano essere messe in salvo ad ogni costo.

La spedizione della Gustloff, però, si trasformò nel peggiore disastro che la marina tedesca abbia mai pianto. Un sottomarino sovietico, infatti, intercettò l’ammiraglia nazista le sparò contro il siluto che la fece colare a picco. Era il 30 gennaio del 1945 e l’orgoglio della Kriegsmarine portò con sè, in fondo agli abissi, oltre novemila vita umane.

Adesso la sventurata vicissitudine della nave tedesca torna prepotentemente d’attualità perché ha solleticato l’ambizione nascosta di tutti i cacciatori di tesori del mondo: mettere le mani sull’oro perduto di Hitler. Una “leggenda” su cui, da decenni, si ricamano ipotesi e merlettano teorie. E che ricorda molto da vicino la storia nostrana dell’oro di Dongo e del destino del tesoro che Benito Mussolini avrebbe voluto mettere in salvo prima della liberazione dell’aprile del ’45.

Finora, le più accreditate raccontavano di un treno seppellito in un lungo nascosto della Mitteleuropa. Altre, invece, parlavano di bunker impenetrabili e talmente ben occultati da risultare praticamente invisibili (e inviolati) anche a settant’anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Ora la nuova teoria apre il fronte marittimo della caccia al tesoro più lunga e affascinante degli ultimi decenni.

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