Tillerson al Senato: "Russia e Usa forse non saranno mai amici"

La Russia al centro del discorso pronunciato da Rex Tillerson durante l'audizione per la ratifica della sua nomina a segretario di Stato da parte del Senato: resta la linea dura nelle relazioni bilaterali tra Washington e Mosca

Tillerson al Senato: "Russia e Usa forse non saranno mai amici"

Stati Uniti e Russia "probabilmente non saranno mai amici". Ad affermarlo è stato Rex Tillerson, il futuro segretario di Stato americano, nominato dal presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump. Resteranno delusi quelli che avevano letto, nella nomina di Tillerson, la volontà di Trump di spianare la strada ad un riavvicinamento tra Washington e Mosca, visto che l’ex Ceo di Exxon Mobil, scelto da Trump per guidare il Dipartimento di Stato, conosce benissimo Vladimir Putin. E visto che con Putin, ha spiegato al Wall Street Journal il presidente del Centro Studi Internazionali e Strategici, John Hamre, "ha trascorso più tempo rispetto probabilmente a qualsiasi altro statunitense”.

Nell’audizione di oggi davanti ai componenti della Commissione relazioni Esteri del Senato americano, che dovranno ratificare la sua nomina, il sessantaquattrenne texano ha, infatti, pronunciato un discorso che risulta essere in totale continuità con la passata amministrazione. La Russia "ha invaso l'Ucraina, ha annesso la Crimea e appoggiato le forze siriane che violano brutalmente le leggi di guerra", ha detto il futuro segretario di Stato americano. Gli alleati della Nato hanno quindi "ragione ad allarmarsi" per le azioni della Russia, ha affermato Tillerson, che ha rassicurato gli alleati sull'inviolabilità dell'articolo 5 dell'Alleanza Atlantica, sulla garanzia di mutua difesa.

Tillerson è intervenuto anche sulle polemiche legate alle presunte interferenze di Mosca nel processo elettorale americano, definendo "preoccupanti" le informazioni in proposito. "Anche se la Russia cerca rispetto e rilevanza nello scenario mondiale”, ha detto l’ex direttore della più importante azienda petrolifera statunitense, “le sue recenti attività vanno contro gli interessi degli Stati Uniti". Secondo Tillerson, inoltre, lo stesso Putin potrebbe essere stato a conoscenza delle interferenze degli hacker russi. "Credo che questa sia una supposizione confermata", ha detto, infatti, il futuro segretario di Stato americano, rispondendo al senatore repubblicano Marco Rubio, che ha interrogato Tillerson sul possibile coinvolgimento del presidente russo nella vicenda.

Fortemente criticato dall’opposizione, e anche da diversi senatori repubblicani come John McCain e Lindsey Graham, per i suoi stretti legami con Mosca, Tillerson, che nel 2014 si era opposto alle sanzioni contro la Russia decise dopo la crisi Ucraina, nella sua audizione di oggi al Senato si è dichiarato, invece, favorevole a mantenere le sanzioni americane nei confronti di Mosca “sino a quando Washington non svilupperà ulteriormente la sua linea nei confronti della Russia”. "Lascerei le cose allo status quo, così potremmo indirizzarle in qualsiasi modo", ha detto davanti ai senatori. Stati Uniti e Russia, ha detto il futuro segretario di Stato, "probabilmente non saranno mai amici". "I nostri sistemi di valori sono fortemente diversi", ha aggiunto, puntando il dito contro la precedente amministrazione Obama: la rinascita della Russia, ha detto, infatti, è dovuta "all'assenza di una leadership americana" negli ultimi anni.

A giudicare dal primo discorso dell’uomo voluto da Trump alla guida del Dipartimento di Stato, non ci saranno grandi cambiamenti nelle relazioni russo-statunitensi. Uno scenario, questo, previsto anche da Mosca. "Non guardiamo il mondo con le lenti rosa e abbiamo capito che Tillerson continuerà a essere abbastanza duro nel condurre la sua linea", ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, prima dell’inizio dell'audizione di Tillerson al Senato, commentando alcune anticipazioni del discorso del nuovo segretario di Stato, pubblicate dal Washington Post. La Russia, resta dunque un “pericolo” per gli Stati Uniti. Anche se, il neo segretario di Stato, ha lasciato aperte le porte alla collaborazione "su qualche dossier".

Il futuro segretario di Stato americano ha parlato anche delle relazioni con la Cina, l'Iran e la Corea del Nord, e della lotta al terrorismo. Con la conferma del Senato, Tillerson, che dal 2006 è alla guida della Exxon Mobil, sarà il primo segretario di Stato senza esperienza nell’amministrazione pubblica. Trump lo ha definito nella sua prima conferenza stampa dalla sua elezione, un uomo "pragmatico e pronto all'azione".

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