Zuckerberg messo alle strette. E rischia numero 2 di Facebook

Dopo l'inchiesta pubblicata del Guardian la bufera si addensa sul social network

Zuckerberg messo alle strette. E rischia numero 2 di Facebook

Un inizio in calo del 3.3%, poi il tentativo di riguardagnare terreno e infine il titolo che cede il 5.6%. Continua a pesare notevolmente sulle azioni di Facebook lo scandalo nato dalle rivelazioni del Guardian su Cambridge Analytica, la società di dati che avrebbe utilizzato le informazioni relative a 50 milioni di utenti - ignari - per costruire un sistema pensato per influenzare il voto dell'elettorato negli Stati Uniti, ma anche in Gran Bretagna nel momento in cui il Paese era chiamato a decidere sul tema della Brexit.

Le conseguenze su Facebook, che pure in un comunicato ha ridimensionato il ruolo della società, non sono soltanto economiche. Numerose sono le richieste di spiegazioni da parte della politica internazionale. Da Londra, che parla di spiegazioni "ingannevoli" da parte del patron del social network, con una commissione parlamentare che assicura di avere "chiesto a più riprese a Facebook se i dati siano stati utilizzati senza il consenso delle persone". All'agenzia americana che tutela i consumatori (Ftc), che ha aperto un'indagine.

Facebook potrebbe rispondere già domani alla commissione Giustizia della Camera a Washington. Un portavoce della società ha annunciato che l'azienda ha accettato di rispondere alle domande, anche se una tempistica non è ancora stata data con certezza.

Ma c'è anche l'Europa a bussare alla porta di Zuckerberg, con il presidente dell'Europarlamento, Antonio Tajani, che precisa di averlo invitato per "chiarire davanti ai rappresentanti di 500 milioni di europei che i dati personali non vengono utilizzati per manipolare la democrazia".

Intanto arrivano da un ex manager della società, Sandy Parakilas, intervistata dal Guardian, parole che esprimono la preoccupazioni già espresse ai suoi superiori. "Non avevamo idea di cosa facessero con i dati" gli sviluppatori, dice, stimando che "la maggior parte degli utenti Facebook" potrebbe aver fornito dati a sua insaputa. E ora a rischiare nella società sono tutti, inclusa la numero due di Zuck, Sheryl Sandberg. Il consiglio di amministrazione di Cambridge Analytica ha, invece, sospeso l'amministratore delegato Alexander Nix "con effetto immediato, in attesa di una indagine indipendente e completa".

A Wall Street la giornata non è stata pesante soltanto per Facebook. Twitter cede il 9,15% a 31,77 dollari, Snapchat arretra del 3,87% a 15,78 dollari.

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