Troupe Sky cade in un agguato russo vicino a Kiev: due giornalisti feriti

Un inferno di fuoco si è abbattuto sull'auto di una troupe di Sky che viaggiava da Bucha a Kiev. Una trappola russa che poteva costare cara ai giornalisti

Troupe Sky cade in un agguato russo vicino a Kiev: due giornalisti feriti

Il caos regna sovrano in Ucraina. La guerra è penetrata fin dentro le città, dove gli ucraini oppongono la massima resistenza all'avanzata russa sul loro territorio. Kiev è sotto assedio, le città attorno alla Capitale sono in parte state conquistate dai russi e la vita dei civili è continuamente in pericolo e anche per questo motivo il governo ucraino ha imposto il coprifuoco. I russi sparano a vista anche sulla popolazione e l'hanno imparato a loro spese i giornalisti di Sky, finiti in un agguato delle truppe di Vladimir Putin lungo una strada che da Bucha porta a Kiev. Un tragitto di circa 30 km che per la troupe rischiava di trasformarsi nell'ultimo viaggio.

A bordo di un'auto viaggiavano il reporter Stuart Ramsay, il cameraman Richie Mockler e tre produttori. A raccontare quanto accaduto è proprio il reporter inglese, che nell'agguato è stato ferito alla schiena dalla raffica di proiettili sparati dai militari russi. Durante il viaggio verso Kiev, più volte la vettura di Sky ha cambiato direzione, anche a seguito dei posti di blocco posizionati lungo la strada. A uno di questi, i militari consigliano ai giornalisti di proseguire verso sinistra per raggiungere Kiev, perché la strada era aperta.

"C'era un silenzio mortale, eravamo preoccupati. Ma abbiamo proseguito il viaggio lentamente, in avanti, verso un incrocio. C'erano delle macerie sulla strada, ma adesso è normale. Non c'erano soldati, sembrava tutto deserto", scrive Stuart Ramsay. Quel "silenzio mortale" era presagio di ciò che sarebbe accaduto da lì a poco: "Dal nulla una piccola esplosione. Ho visto qualcosa colpire l'auto e uno pneumatico scoppiare. Ci siamo fermati. E poi il nostro mondo si è capovolto".

L'auto della troupe dell'emittente inglese era sotto attacco: i sabotatori russi avevano evidentemente teso loro una trappola, come poi è stato confermato dagli ucraini. I proiettili arrivavano da tutte le direzioni sulla vettura, i chi vetri sono esplosi mentre loro, all'interno, cercavano riparo in ogni modo. L'unica via di fuga per loro era fuori, lontano dall'auto, ma la pioggia di proiettili era incessante: "Abbiamo iniziato a urlare che eravamo giornalisti, ma i colpi continuavano ad arrivare".

Mentre cercava una via di fuga, Stuart Ramsay è stato colpito: "Quello che mi ha stupito è che non ha fatto così male. Era più come essere preso a pugni, davvero. Era strano, ma mi sentivo molto calmo". La troupe, in modo rocambolesco ha trovato rifugio in una fabbrica poco distante, dove hanno passato la notte. Solo al mattino la polizia ucraina è riuscita a raggiungerli per metterli in salvo.

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