Usa ancora contro Huawei: "Spia reti di telefonia"

Per alcuni funzionari del governo americano Huawei può accedere di nascosto alle reti di telefonia mobile in tutto il mondo attraverso una particolare porta di servizio. L'azienda cinese respinge le accuse

Usa ancora contro Huawei: "Spia reti di telefonia"

Gli Stati Uniti tornano a parlare di Huawei e lanciano l'ennesimo allarme in merito al colosso di Shenzen. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, l'azienda cinese può accedere di nascosto alle reti di telefonia mobile in tutto il mondo attraverso una particolare porta di servizio (la cosiddetta “backdoor”), ovvero un sistema capace di aggirare le protezioni e progettata per essere usata dalla polizia.

Questa è la rivelazione che alcuni funzionari del governo Usa hanno comunicato al quotidiano finanziario di New York. L'intelligence americana, inoltre, sa che Huawei ha le capacità di spiare le reti da oltre un decennio.

Come era logico aspettarsi, la compagnia fondata da Ren Zhengfei ha respinto le accuse: “Non abbiamo mai e non faremo mai niente che possa compromettere o mettere in pericolo la sicurezza delle reti e dei dati dei nostri clienti”.

I problemi di Huawei

La notizia arriva in un momento a dir poco delicato sia per l'azienda quanto per l'intera Cina. Intanto, da un punto di vista economico, la Casa Bianca sta cercando in tutti i modi di convincere i suoi alleati a tagliare i contratti con Huawei, così da non permettergli di partecipare alla costruzione della rete 5g.

E già questo equivale a colpire il core business della società, che deve far fronte anche alla guerra dei dazi. Anche perché, calcolatrice alla mano, nel quarto trimestre del 2019 il mercato degli smartphone in Cina è calato del 15%, arrivando a 85 milioni di unità. Secondo i dati della società di analisi di mercato tecnologica Canalys, Huawei è riuscito a mantenere la leadership in Cina con una quota di mercato del 39% nel quarto trimestre, in aumento dell'11% su base annua. Durante il periodo preso in esame, il colosso di Shenzen ha spedito oltre 33 milioni di smartphone.

Se a quello appena descritto aggiungiamo anche la piaga sanitaria del nuovo coronavirus, che ha letteralmente bloccato il motore economico del Dragone, il quadro non potrebbe essere peggiore per un gigante come Huawei.

In ogni caso, Washington ha mantenuto l'informazione relativa alla porta di servizio altamente classificata fino alla fine dell'anno scorso, quando i funzionari statunitensi hanno condiviso alcuni dettagli con vari alleati, tra cui Regno Unito e Germania.

Al momento Londra e Berlino hanno deciso di continuare a lavorare con Huawei, senza prestare troppa attenzione alle richieste di Donald Trump, il quale ha definito il colosso di Shenzen un pericolo per la sicurezza nazionale.