Usa, via alla missione per ripulire il Pacifico dall'isola di plastica

L'8 settembre comincia l'impresa ecologista di Boyan Slat che si propone di eliminare, pezzo dopo pezzo, l'immensa isola di spazzatura galleggiante che si muove nell'Oceano Pacifico. Una barriera di 600 metri tratterrà l'immondizia

Può il genere umano avere paura di un enorme cumulo di spazzatura galleggiante? Sì, se è grande tre volte la Francia. Si tratta del Pacific Trash Vortex, un vortice di immondizia che ha raggiunto dimensioni che non si conoscono con esattezza, ma si sospetta che questo gigantesco ammasso di rifiuti possa contenere fino a 100 milioni di tonnellate di detriti.

Da cinque anni, il giovane Boyan Slat lavora per organizzare una missione ecologista mirata alla cancellazione di quest'isola galleggiante. Il grande giorno è arrivato: alle 21 italiane comincerà la grande avventura di questo ragazzo animato dal desiderio di ripulire gli oceani. Per farlo, Slat ha progettato un macchinario chiamato Ocean Array Cleanup. Si tratta di una barriera galleggiante lunga 600 metri e a forma di "U", a cui è attaccata una "gonna" profonda tre metri che serve a raccogliere la "brodaglia" di plastica.

System 001, questo il nome del macchinario, nelle aspettative del suo creatore è solo il primo di 60 macchinari analoghi che serviranno a "dimezzare" l'isola galleggiante entro cinque anni. Periodicamente, i rifiuti raccolti da queste barriere saranno trasportati da una nave a terra per poi essere riciclati. La partenza sarà da San Francisco, precisamente dal Golden Gate. La barriera sarà trasportata lentamente fino all'isola di plastica, grande due volte il Texas e spostata continuamente dalle correnti nella zona di mare compresa tra la California e le Hawaii. Slat, che non è americano ma olandese, ha detto alla rivista Time: "Spero che sia l'inizio per risolvere una volta per tutte il problema dell'inquinamento della plastica. Negli ultimi sei anni, l'isola galleggiante si è fatta via via più grande. Ora speriamo di invertire la rotta", ha raccontato pochi giorni fa l'ormai 22enne Slat.

Il ragazzo, che per la realizzazione del suo sogno ha racconto più di 31 milioni di dollari sotto forma di donazioni, ha maturato la sua sensibilità sui temi dell'inquinamento e della difesa dell'ambiente a 16 anni, dopo avere scoperto che i fondali del mare della Grecia erano pieni di sacchetti di plastica. Di qui l'idea di mettere in piedi un sistema per la raccolta delle plastiche trasportate dalle correnti marine. Quindi, compiuti i 18 anni, Boyan Slat ha creato la sua società, denominata The Ocean Cleanup, lo stesso nome dato all'impresa che sta per partire. E che punta a ristabilire il giusto rapporto tra uomo e natura.

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Commenti

killkoms

Sab, 08/09/2018 - 18:24

ottima iniziativa!

Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Sab, 08/09/2018 - 19:09

Un autentico mare di petrolio ... tremeranno gli sceicchi.

Divoll

Sab, 08/09/2018 - 19:44

La cosa assurda e' che, per eliminare il continente di plastica, si sia dovuto attivare un semplice cittadino privato, invece della famosa "comunita' internazionale" (in altre faccende affaccendata).

Blueray

Sab, 08/09/2018 - 22:48

Si attiva un ragazzo mentre i grandi produttori di materie plastiche stanno a guardare!

seccatissimo

Sab, 08/09/2018 - 23:22

La cosiddetta "comunità internazionale" preferisce gestire guerre con cui per alcuni è più semplice, più veloce e più facile fare tanti soldi (sporchi) !!!!!

seccatissimo

Dom, 09/09/2018 - 00:06

Spero vivamente che la iniziativa di questo giovane Boyan Slat abbia un enorme successo !!!!! Sarebbe una cosa bellissima !

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Evam

Dom, 09/09/2018 - 00:39

Pare che il suo formarsi risalga agli anni '50. Meglio tardi che mai, peccato che tra il movimento del mare, la corrosività dell'acqua, e tanti altri fattori, in tutto questo tempo abbiano polverizzato la plastica e materiali affini al punto di rientrare sotto altra forma nel ciclo alimentare.

Ritratto di DemetraAtenaAngerona

DemetraAtenaAngerona

Dom, 09/09/2018 - 09:50

Dovremmo ricordarci più spesso di vivere tutti sulla stessa Terra e che tutti apparteniamo alla stessa umanità. Dovremmo ricordarci di rispettare l'ambiente, gli altri esseri viventi animali o vegetali che siano e più ancora i nostri simili a prescindere dalle sfumature o tratti cromatici. Dei problemi come i cambiamenti climatici derivanti o meno dall'uomo, la probabile futura scarsità di acqua dolce potabile, la sostituzione delle fonti energetiche fossili in esaurimento e inquinanti, l'ineguaglianza della distribuzione della ricchezza della Terra e di quella prodotta ecc ecc. Grande Ringraziamento agli uomini come questo ragazzino e a tutti quelli che si impegnano per l'ambiente e i Diritti Umani...una Terra una sola Umanità

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Zagovian

Dom, 09/09/2018 - 11:44

Idea "balzana"!...La soluzione,come ho sempre prospettato,passa attraverso l'uso di "navi" con a bordo un impianto di "pirolisi",che lavori le plastiche raccolte sul posto,e le trasformi in "gasolio",di cui una parte usato per il funzionamento della "nave" stessa,ed il resto,in tanche,scaricabile in porto al rientro.40.000 tons di "plastiche" cosi "trattate" si trasformerebbero sul posto in ca 25.000 tons di "gasolio"!!Questa è la soluzione!

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dr.Strange

Dom, 09/09/2018 - 14:25

Zagovian, ottima idea

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giangol

Dom, 09/09/2018 - 20:12

ottima iniziativa son contento. speriamo bene.invece le 10 potenze mondiali continuano a spendere inutili miliardi su miliardi in armi e guerre

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moshe

Dom, 09/09/2018 - 20:49

ENCOMIABILE, VERAMENTE VALIDA, COMPLIMENTI SINCERI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! le schifose UE ed ONU, non potevano pensarci ?

cabass

Lun, 10/09/2018 - 11:17

Se pensa, con una rete di 600 metri, di raccogliere i rifiuti sparsi in un'area grande tre volte la Francia o due volte il Texas, non ci metterà cinque anni, ma almeno cinque secoli... L'unica cosa che il giovanotto ha raccolto davvero, sono 31 milioni di cucuzze: solo per questo, gli stringerei la mano.