Il Pentagono valuta l'invio di truppe a Kiev per proteggere l'ambasciata

Al momento il Pentagono dichiara che nessuna decisione è stata presa, ma presto soldati Usa potrebbero arrivare in Ucraina a protezione della propria ambasciata a Kiev. Intanto nel Donbass l'offensiva russa prende sempre più piede

Il Pentagono valuta l'invio di truppe a Kiev per proteggere l'ambasciata

La situazione più critica in Ucraina in queste ore è senza dubbio quella del Donbass. La temuta offensiva russa sembra oramai avviata, pur senza grandi avanzate territoriali. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha parlato di “situazione molto complicata”. Ieri sera, dopo aver ricevuto il suo omologo polacco, Andrej Duda, si è anche sbilanciato nel fornire cifre molto allarmanti.

“Nell'est dell'Ucraina – ha detto – in questa fase del conflitto per il difendere il nostro territorio potrebbero morire anche cento soldati al giorno”.Da Kiev anche l'ambasciatore italiano Pier Francesco Zazo ha illustrato una situazione molto difficile. In collegamento dalla trasmissione Che Tempo Che Fa su Raitre, il diplomatico ha parlato di “situazione molto critica”.

Intanto da Washington è rimbalzata la voce secondo cui il Pentagono sarebbe pronto a inviare forze speciali in Ucraina. Non per combattere lungo i fronti contro i soldati russi, bensì a protezione della propria ambasciata a Kiev. Ad ogni modo un'ipotesi del genere prevederebbe la presenza in territorio ucraino di soldati Usa in modo ufficiale e non "ufficioso", come nel caso dei volontari che combattono al fianco dei militari di Kiev. Dunque l'argomento appare abbastanza delicato. L'ipotesi è stata rilanciata nella scorsa notte dal Wall Street Journal, poche ore fa una prima nota ufficiale in merito da parte dello stesso Pentagono. "Non abbiamo preso alcuna decisione - si legge - siamo in stretto contatto con il Diparimento di Stato per valutare la situazione".

I combattimenti nel Donbass

Nella notte sono arrivati intanto altri segnali di una vera e propria escalation nell'est dell'Ucraina. In particolare, l'esercito di Kiev nei suoi report ha sottolineato come Severodonetsk si appresti oramai a diventare la nuova Mariupol. La città situata ad ovest di Lugansk sarebbe adesso il vero nuovo obiettivo strategico dei russi.

I servizi di emergenza ucraini nelle ultime ore hanno inviato nuove squadre di pronto intervento per i soccorsi. Serve infatti il personale per spegnere gli incendi causati dai raid, così come occorre dare aiuti umanitari alla popolazione esposta al conflitto, a partire dagli abitanti di Severodonetsk. Dall'ultimo rapporto diffuso su Telegram, si evince inoltre come siano diminuiti i bombardamenti ma, al contempo, sono aumentati i colpi di artiglieria sparati dalle truppe di Mosca. Un ulteriore segno di una battaglia sempre più urbana e sempre più combattuta quasi corpo a corpo, proprio come a Mariupol.

Situazione delicata anche un po' più a sud di Severodonetsk, ossia nelle zone occidentali dell'oblast di Donetsk. Dopo che nei giorni scorsi i russi hanno sfondato il fronte di Popasna, gli ucraini in questa regione stanno avendo sempre più difficoltà. Il rischio è che le truppe di Kiev nei prossimi giorni siano costrette al ritiro da diverse località. Nella notte sono stati segnalati nuovi violenti scontri, con importanti perdite per entrambe le parti. Tra i civili nelle ultime ore ci sarebbero almeno 5 morti.

Lì dove invece i russi sono già presenti da tempo si avvertono sempre più atti di sabotaggio. Ieri ad esempio il sindaco nominato da Mosca della cittadina di Enerhodar, nell'oblast di Zaporizhzhia, è stato vittima di un attentato e attualmente è ricoverato in ospedale. Un episodio che potrebbe accendere ulteriore tensione a Kherson e Melitopol, altre importanti città in mano russa nel sud dell'Ucraina.

La situazione nel resto dell'Ucraina

Situazione calma invece a Kharkiv, dove la controffensiva ucraina ha avuto successo e messo al momento in sicurezza la città. Nella notte sono stati registrati nuovi allarmi aerei, ma i russi appaiono qui impegnati a un graduale ritiro verso zone cuscinetto imposte lungo il confine.

Ci sono state poi nuove allerte aeree nella capitale Kiev e nell'ovest del Paese, soprattutto nella regione di Zhytomyr, già colpita domenica da diversi raid che hanno provocato almeno una vittima. Allarmi aerei anche a Odessa e Mykolaiv, con quest'ultima città colpita più volte nelle ultime ore.

"Makarov in navigazione nel mar Nero"

Intanto dal comando operativo Sud dell'esercito ucraino, è arrivata l'indiscrezione secondo cui la nave Makarov, una delle più importanti della flotta russa nel Mar Nero, sarebbe in navigazione verso le coste ucraine. La nave pochi giorni fa era stata data per affondata, al pari dell'ammiraglia Moskva. Poi alcune foto satellitari hanno mostrato il contrario. La presenza della nave Makarov nel Mar Nero "potrebbe aumentare il rischio di attacchi missilistici nel sud dell'Ucraina", si legge nel report dell'esercito di Kiev.

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