Va in arresto cardiaco e il suo cuore ricomincia a battere dopo sei ore

Audrey si era persa sui Pirenei insiema al marito, quando una tempesta di neve le ha causato l'ipotermia e l'arresto cardiaco. Ora è salva

Va in arresto cardiaco e il suo cuore ricomincia a battere dopo sei ore

Momenti inteminabili, che sembravano togliere qualsiasi speranza di vita. Invece, il cuore di Audrey ha ripreso a battere, dopo essere rimasto fermo per più di sei ore.

Audrey Mash Schoeman, 34 anni, è un'insegnante britannica, che lavora in Spagna, a Barcellona. Circa un mese fa la donna si trovava sui monti Pirenei insieme al marito, quando la coppia è stata sorpresa da una tempesta di neve. La 34enne era andata in ipotermia, ma i soccorritori erano riusciti a portarla in salvo, quando era ancora viva, nonostante l'arresto cardiaco procuratole dal freddo.

Secondo quanto riporta il Messaggero, l'operazione è durata parecchie ore. E, per tutto il tempo dell'intervento, il cuore è rimasto fermo. Poi, dopo sei ore, è ripartito e ora Audrey è salva. "Si è trattato di un caso eccezionale- hanno detto i medici- il più lungo arresto cardiaco di cui si ha documentazione in Spagna. Non esiste praticamente nessun altro caso di persona che sia sopravvissuta dopo aver trascorso un tempo così prolungato senza battito".

Il marito della donna, Rohan, ha ricordato quei momenti drammatici, quando la moglie rischiava di morire per ipotermia: "L'ho capito quando ha cominciato a dire cose strane", ha detto. Una volta terminata la tempesta, l'uomo, che si era perso sui Pirenei insieme alla moglie, è riuscito a chiamare i soccorsi, inviando foto che potessero aiutare i soccorritori a definire il luogo in cui si trovavano. Ma Audrey non dava già più alcun segno di vita. Quando l'elicottero è arrivato sul posto, i paramedici hanno praticato alla donna il massaggio cardiaco, senza risultato. La 34enne è stata quindi portata in ospedale a Barcellona: un viaggio di oltre due ore. "Era pallida, aveva la pelle bluastra, la temperatura corporea era di appena 20 gradi- ha spiegato il dottore- Tutti i segnali erano negativi, ma c'era un'unica cosa positiva: era molto fredda". Per questo, il suo corpo aveva bisogno di meno ossigeno e, quindi, aveva più probabilità di resistere. Il cuore però non dava segnali di ripresa e anche i polmoni avevano smesso funzionare.

Poi, alle 21:46, a sei ore dall'arresto cardiaco, il cuore di Audrey ha ripreso a battere. La donna, però, è stata mantenuta in ipotermia, per paura di danni cerebrali. Ma, al risveglio non è emersa nessuna grave conseguenza dell'incidente: l'unica difficoltà spiacevole è stato il dolore alle mani, che non le permette di fare le piccole cose di tutti i giorni, ma che scomparirà col passare del tempo.

"Sono felice- ha detto Audrey-È incredibile che sia ancora viva, più leggo e imparo cose su questa materia più mi sembra un miracolo il fatto di essere sopravvissuta. Le cure qui sono state fantastiche, i medici e il personale sanitario hanno fatto molto più del dovuto per salvarmi".

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