Vaccino Covid-19, AstraZeneca riprende i test in Gran Bretagna

La ricerca scientifica compie un grande passo in avanti nella ricerca di una cura per il Covid-19

Il vaccino anti Covid-19 creato dall'Università di Oxford ha un futuro. Il gruppo farmaceutico AstraZeneca ne ha infatti ripreso la sperimentazione clinica,nel Regno Unito. La sperimentazione era stata sospesa alcuni giorni fa quando uno dei 50mila volontari che stanno testando il vaccino aveva apparentemente sviluppato un grave effetto collaterale, nello specifico un'infiammazione spinale. Un comitato tecnico di esperti ha però appurato che non vi sarebbe alcun collegamento tra l'infiammazione e l'inoculazione del vaccino e seguendo le raccomandazioni del Medicines Health Regulatory Authority, un ente regolatorio britannico, ha dato il via libera alla ripresa dei test clinici. Si tratta di una notizia importante per l'Italia ed altri Paesi europei che hanno puntato con decisione su questo farmaco e che sperano di poter ottenerne le prime dosi, che dovrebbero essere somministrate ad alcune categorie a rischio come quella degli operatori sanitari, entro la fine dell'anno. Pascal Soriot, amministratore delegato di AstraZeneca, aveva già chiarito come, malgrado la battuta d'arresto registrata nella terza fase dei test, il vaccino avrebbe comunque potuto essere disponibile "tra la fine del 2020 e l'inizio del 2021". Bisogna sottolineare che pause nelle sperimentazioni come questa sono comuni e del tutto normali.

Il candidato vaccino di Astra Zeneca è tra i nove che, in tutto il mondo, sono nella parte più avanzata della Fase 3 della sperimentazione. L'azienda ha ingaggiato 30mila volontari negli Stati Uniti ed ha testato il vaccino su piccoli gruppi di persone in Brasile, tra i Paesi più colpiti al mondo dalla pandemia ed in altri Stati dell'America Latina. Il vaccino, denominato AZD1222, sfrutta un complesso meccanismo per cercare di potenziare la risposta immunitaria del corpo ad una possibile infezione causata dal morbo.

L'Unione Europea ha versato 336 milioni di dollari ad AstraZeneca per garantirsi l'acquisto di almeno 300 milioni di dosi del suo vaccino. Bruxelles è inoltre pronta ad acquistare altre 100 milioni di dosi qualora la sperimentazione abbia successo. L'accordo è stato raggiunto nel mese di agosto e completa le intese raggiunte a giugno tra Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi ed AstraZeneca. Il produttore britannico ha inoltre garantito 300 milioni di dosi agli Stati Uniti e 30 milioni al Regno Unito. Bruxelles è inoltre in trattativa con Johnson & Johnson, Sanofi, Moderna e CureVac per i loro potenziali vaccini.

La (rin)corsa ad una cura che possa porre fine alla pandemia è ormai entrata nel vivo. Il problema è che non è ancora chiaro quale dei tanti vaccini in sperimentazione potrà rivelarsi efficace ed i Paesi sono spesso costretti a stringere accordi preventivi che potrebbero poi rivelarsi, in un secondo momento, fallimentari nel caso in cui il vaccino si riveli non adatto. La Federazione Russa, che ha prodotto in casa lo Sputnik V e gli Stati Uniti, dove il presidente Donald Trump ha dichiarato che il vaccino potrebbe essere disponibile prima della fine dell'anno, sembrano essere a buon punto.

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