Venezuela, nuove sanzioni Usa contro Nicolas Maduro

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato una nuova serie di sanzioni contro il governo venezuelano

Venezuela, nuove sanzioni Usa contro Nicolas Maduro

Il fine giustifica i mezzi, come diceva Niccolò Machiavelli. E nel caso degli Stati Uniti , il fine di fermare definitivamente il contestato presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, prevede l’utilizzo di tutti i mezzi a disposizione.

Così sono state emanate una nuova serie di pesanti sanzioni economiche contro Caracas da parte dell’amministrazione Trump per spodestare l’uomo forte venezuelano una volta per tutte.

Le ultime sanzioni in ordine cronologico risalgono allo scorso 17 aprile quando lo stesso Donald Trump in prima persona ha posto un severo veto su tutte le transazioni finanziarie tra gli Stati Uniti e la Banca Centrale del Venezuela, che si è vista ridurre ineluttabilmente la possibilità di accedere e detenere una cospicua quantità di valuta estera, principalmente dollari statunitensi.

Questa nuova disposizione, decisa unilateralmente da Washington, è solamente l’ultima mossa attuata dopo il congelamento lo scorso 22 marzo di tutti i beni e le attività della Banca di Stato dello Sviluppo Economico e Sociale del Venezuela negli Stati Uniti o con riferimento verso cittadini americani.

La stretta sulle banche venezuelane ha comportato inevitabilmente un pesante freno al finanziamento delle casse statali, iniziato il 24 agosto del 2017 quando Trump decise di emanare un decreto sul divieto di negoziazione di nuovo debito sovrano emesso dal governo di Caracas e dalla Petróleos de Venezuela S.A. (Pdvsa), la compagnia petrolifera statale del Paese.

Tutto ciò ha comportato un’enorme inadempienza da parte del Tesoro statale, tanto che a dicembre 2018, come riportato dall’azienda di consulenza venezuelana Ecoanalitica, le obbligazioni in default e i ritardi di pagamento hanno raggiunto quota 6.337 milioni di dollari e 6.986 milioni, rispettivamente. Negli ultimi anni il Venezuela è sprofondato in una spirale fuori controllo di debiti e di povertà, soprattutto a causa del forte embargo internazionale sul principale asset strategico del paese. L’oro nero di Caracas, ovvero il petrolio, è stato preso di mira dagli Stati Uniti con l’obiettivo di destabilizzare l’intero paese sudamericano, dal momento che le ampie riserve petrolifere presenti nel paese finanziano oltre il 95% del bilancio statale.

Nicolas Maduro ha denunciato le azioni perpetrate da Washinton definendole “un crimine contro l’umanità”, una vera e propria “rapina” ai danni della popolazione venezuelana, oramai divisa a metà tra manifestanti pro Maduro e sostenitori di Juan Guaidó, presidente dell’Assemblea nazionale, che ha giurato come presidente ad interim del paese e che vanta di un forte appoggio politico dalla comunità internazionale.

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