Von der Leyen, ora della verità: "Nemica di chi indebolisce Ue"

La Von der Leyen attende il voto di stasera per essere eletta alla guida della Commissione. Ma c'è il rischio che la sua candidatura possa cadere

Von der Leyen, ora della verità: "Nemica di chi indebolisce Ue"

Ursula von der Leyen parla di fronte al Parlamento europeo per convincere gli europarlamentari a votare a larga maggioranza il suo nome come presidente della Commissione europea. È un discorso programmatico impegnativo in cui la possibile futura presidente della Commissione cerca di trovare l'accordo con tutte le anime dell'Europarlamento. E ottenuto l'appoggio del Partito popolare europeo della sua cancelliera, Angela Merkel, ora la candidata alla presidenza punta a ricompattare tutto il fronte andando a ripercorrere tutte le tematiche-chiave dei diversi partiti che sono presenti a Strasburgo, dalla destra alla sinistra, dai liberali ai verdi passando per i socialisti, che non hanno ancora digerito il fallimento della proposta Timmermans.

Sul fronte sociale, la Von der Leyen conferma la volontà di non essere la rappresentante della rigida austerity teutonica: "Usare tutta la flessibilità permessa dalle regole del patto di stabilita" ha detto la candidata tedesca è per Bruxelles. Quindi rispettare i limiti, ma senza renderli ancora pù stringenti. Un modo per garantire i suoi alleati pro austerity ma anche i governi meno inclini alla rigidità. Poi un colpo anche ai Verdi e al piano di Emmanuel Macron sugli Accordi di Parigi, un'economia senza emissioni di Co2. "Una delle sfide pressanti è mantenere il pianeta sano. È la più grande responsabilità e opportunità del nostro tempo", ha sottolineato Ursula von der Leyen. "Voglio che l'Europa diventi il primo continente climaticamente neutrale entro il 2050".

"Intendo realizzare una perfetta parità di genere nella prossima Commissione. Se i governi non presenteranno un numero sufficiente di candidati donne non esiterò a chiedere altri nomi". Programma anche sulla Brexit, in cui la von der Leyen si dichiara disposta a una "possibile proroga del deadline previsto". Una mossa che però vede anche una dura sfida nei confronti dei sostenitori della spaccatura dell'Ue: "Una cosa solamente è importante: l'Europa va rafforzata e chi la vuole fare fiorire mi avrà dalla sua parte, ma chi vuole indebolire questa Europa troverà in me una dura nemica".

E sui migranti, altro tema fondamentale sia della campagna elettorale per le europee che per gli attuali esecutivi dell'Ue (soprattutto della frontiera meridionale del Vecchio Continente) la candidata alla guida di Bruxelles è netta: "Il Mediterraneo è diventato una delle frontiere più letali al mondo, in mare c'è l'obbligo di salvare le vite". Tuttavia, c'è un'apertura anche nei confronti di chi pretende un maggiore controllo alle frontiere terrestri e soprattutto marittime: "L'Ue ha bisogno di frontiere umane, dobbiamo salvare le vite, ma anche dobbiamo ridurre la migrazione irregolare, lottare contro gli scafisti".

Mentre sui temi economici, provando a sfondare a sinistra, Von der Leyen interviene di fronte all'assemblea dei parlamentari europei dicendo: "In un'economia sociale di mercato come quella europea, chi lavora a tempo pieno deve avere un salario minimo che garantisca una vita dignitosa e per questo lavoreremo per un quadro generale di riferimento: la soluzione ottimale è avere contrattazioni collettive con la partecipazione dei sindacati per adeguare il salario minimo al settore e al comparto. Ci sono modelli differenti ma abbiamo bisogno di un quadro generale". Una possibile assisti ai socialisti per riuscire a compattare il Parlamento. Ma per la von der Leyen tutto si deciderà questa sera: e le cose non appaiono scontate. I malumori intestini all'Eurocamera sono molti. E i sovranisti sono pronti a dar battaglia così come chi, a sinistra, si è sentito tradito da alcune scelte: dai socialisti e Verdi.

L'attacco ai sovranisti

"Herr Meuthen, quando l'ho ascoltata sono rimasta piuttosto sollevata per il fatto di non ricevere alcun voto dalla vostra parte. Perché ogni cosa che lei ha detto va contro i miei valori". Non ha usato mezzi termini la candidata presidente della Commissione replicando all'intervento del vicepresidente del gruppo sovranista di Identity and Democracy, rappresentante di Alternative fuer Deutschland. Parole nette che arrivano dopo che anche il capogruppo di Id, il leghista Macro Zanni, aveva espresso i forti dubbi della Lega rispetto alla designazione della Von der Leyen: "Un discorso che non ci ha sorpreso, sentito parecchie volte, pieno di promesse che sa che non potrà mantenere. Non crediamo che lei possa rappresentare il cambiamento che è necessario". Anche se rispetto al rappresentante di AfD, Zanni è apparso meno duro, dicendo che "i voti di questa parte dell'aula conteranno per spostare gli equilibri". Una frase che fa credere che il Carroccio possa poi votare a favore.

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