Guerra in Ucraina

Zelensky risponde a Putin: "Adesione immediata alla Nato"

Al termine del consiglio di sicurezza, il presidente ucraino ha comunicato di avere fatto richiesta di una procedura rapida per entrare a far parte dell'Alleanza Atlantica

Zelensky risponde a Putin: "Adesione immediata alla Nato"

Il presidente Volodymyr Zelensky risponde all'omologo russo Vladimir Putin. Dopo che il capo del Cremlino ha annunciato l'annessione alla Federazione Russa delle regioni occupate e delle autoproclamate "repubbliche popolari", l'Ucraina ha presentato domanda ufficiale per aderire alla Nato attraverso una procedura rapida.

Alla fine del consiglio di sicurezza di Kiev, Zelensky ha pubblicato un video attraverso i suoi canali social ufficiali in cui afferma che "di fatto, abbiamo già raggiunto gli standard della Nato. Di fatto, abbiamo già dimostrato la compatibilità con gli standard dell'Alleanza. Sono un fatto per l'Ucraina, un fatto concreto sul campo di battaglia e in tutti gli aspetti della nostra interazione. Ci fidiamo l'uno dell'altro, ci ci aiutiamo a vicenda e ci proteggiamo a vicenda. Questo è ciò che rappresenta l'Alleanza". A conclusione di queste parole, il presidente ucraino ha detto: "Stiamo compiendo il nostro passo decisivo firmando la domanda dell'Ucraina per l'adesione accelerata alla Nato".

La domanda al momento può apparire più formale che sostanziale, dal momento che Kiev deve possedere requisiti specifici per fare la richiesta di ingresso nell'Alleanza Atlantica: essere in guerra rientra appunto tra gli ostacoli più importanti a questa procedura. Tuttavia, il segnale politico lanciato verso l'Occidente è netto, così come nei confronti di Mosca. Tra gli obiettivi di Putin all'inizio dell'invasione vi era appunto la richiesta di una Ucraina non solo "demilitarizzata", ma anche estranea a un'alleanza di tipo militare. Un neutralismo sul modello della Finlandia (almeno prima della svolta di quest'anno da parte di Helsinki) che ora apparirebbe di fatto rimosso completamente da parte di Kiev dal tavolo delle trattative.

La giornata di oggi conferma quindi una totale cristalizzazione delle posizioni russe e ucraine, lasciando intendere che al momento non esiste una via negoziale orientata sulle reciproche richieste. L'annessione delle regioni occupate comporta per la Russia la conferma che non se ne andrà da quelle terre senza una mobilitazione generale e senza una risposta che possa avere anche una drammatica escalation nucleare (questo prevede la dottrina strategica di Mosca in caso di minaccia al proprio territorio, come considera appunto quello dei territori annessi da oggi). Una minaccia costante che però, come sottolineato da diversi osservatori e dalla stessa intelligence ucraina, non va considerata come una semplice esagerazione del presidente russo. La richiesta di adesione all'Alleanza Atlantica da parte dell'Ucraina, invece, rafforza la posizione di Kiev sul fatto che non vi è margine di trattativa almeno nell'immediato e possibilmente anche in futuro, dal momento che proprio la possibile presenza della Nato al confine russo è stata valutata da Putin come una giustificazione per l'invasione. Kiev in questo momento non può rinunciare a quei territori, ma soprattutto sa che la Nato rappresenterebbe l'unico possibile ombrello in caso di escalation, nucleare come anche convenzionale.

Il presidente ucraino sul punto continua a essere netto. "L'intero territorio del nostro Paese sarà liberato dal nemico, il nemico non solo dell'Ucraina, ma della vita stessa, dell'umanità, della legge e della verità" ha dichiarato dopo la cerimonia celebrata al Cremlino. Zelensky ha dichiarato che la Russia "cerca di rubare qualcosa che non le appartiene, vuole riscrivere la storia e ridisegnare i confini con omicidi, abusi, ricatti e bugie. L'Ucraina non lo permetterà", lanciando un monito nei confronti di tutti i Paesi vicini, non solo della Nato: "Se non la fermiamo, la Russia non si fermerà ai nostri confini. Altri sarebbero sotto attacco: Stati baltici, Polonia, Moldova e Georgia, Kazakistan...".

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