Montezemolo sceglie la cautela, tace ma non gradisce

da Roma

Luca di Montezemolo lascia Palazzo Koch, al termine delle considerazioni finali, fermando con una mano alzata le richieste di commento da parte dei giornalisti. «Rispetto le istituzioni, ma non commento», dice il presidente della Confindustria. Un silenzio che conferma il momento di gelo fra l’associazione degli imprenditori e la banca centrale, ma che Montezemolo non vuole portare alle estreme conseguenze. In serata, arriva perciò da viale dell’Astronomia, una nota di commento: «Gli imprenditori - vi afferma il presidente della Confindustria - sono pronti a investire di più, ma per farlo occorrono meno gravami, a cominciare dall’Irap».
Sembrerà strano, visto il lungo capitolo della Relazione dedicato da Fazio ai ritardi e alle colpe del settore manifatturiero nella crisi economica, ma Confindustria non contesta la «fotografia» della situazione scattata dal governatore; anzi ricorda che Montezemolo per primo, non all’ultima assemblea ma in molte altre circostanze, ha fatto autocritica. Resta invece, e netta, la differenza di posizioni sulla questione bancaria: sull’atteggiamento di Bankitalia nelle Opa in atto su Antonveneta e Bnl, la critica degli industriali e del loro presidente resta immutata, e profonda. Montezemolo aveva parlato di «brutto spettacolo», frase che Fazio non ha certamente gradito.
Però, il tutto sa un po’ di paradossale. Fazio parla di «imprese in difficoltà che rischiano di essere escluse dal mercato»; di «una finanza che non può sostituirsi all’imprenditore nel perseguimento dell’innovazione, nella progettualità, nell’innalzamento della produttività». Snocciola dati su dati, cifre su cifre, per dimostrare quanto l’impresa italiana stia arretrando rispetto ai diretti concorrenti francesi e tedeschi. Di fatto, salva soltanto «punte di eccellenza e casi di successo», che non rappresentano la normalità nel panorama imprenditoriale italiano. E gli industriali come rispondono? Restano sul vago. «Nessuno è in colpa, nessuno può essere assolto totalmente: non è necessario cercare le colpe, piuttosto la strada per rilanciare la competitività», dice Anna Maria Artoni. L’intervento del governatore, afferma Innocenzo Cipolletta (che di Montezemolo è uno dei ghost writer), «conferma le analisi fin qui fatte sulla situazione del Paese». Le imprese dunque concordano sul fatto d’essere arretrate e poco presenti nei settori ad alta tecnologia, ammettono di non riuscire a sfondare sui mercati internazionali? Strano, ma vero.
Questa sembra la situazione: nessuna polemica sull’analisi macroeconomica, molta polemica sul gioco della doppia Opa. Appeasement generale, contrasti particolari. Intanto, Fazio s’è portato ieri a pranzo il presidente dei giovani industriali Matteo Colaninno, che fra l’altro è amico del figlio del governatore. «Gli industriali faranno la loro parte, i giovani soprattutto», ha commentato Colaninno jr. Vedremo che cosa emergerà nel fine settimana, al convegno dei giovani industriali di Santa Margherita.

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