La morale al vigile costa cara al motociclista

Primo comandamento per l’automobilista e il motociclista: non fare la morale al vigile urbano. Romolo Benvenuto insegna. Il presidente dell’associazione «Due ruote in città» ieri si è visto sventolare una bella contravvenzione da 78 euro perché ha richiamato un agente della polizia municipale ai suoi doveri. Certo, non è per questo motivo che ha preso la contravvenzione, ma se si fosse fatto i fattacci suoi avrebbe il portafogli più pieno.
Ieri, l’eroe dei genovesi sulle due ruote viaggiava in via Adua verso la Stazione Marittima con la sua moto quando ha visto che un auto della municipale transitava sulla corsia gialla con il lampeggiante spento. Comportamento assolutamente legittimo da parte degli agenti ma che fa masticare amaro ad uno dei principali attivisti della battaglia per l’apertura delle corsie gialle ai mezzi a due ruote. Ma quello che ha fatto saltare il tappo all’ex deputato genovese è stato osservare che il vigile urbano alla guida del mezzo di servizio stava conversando allegramente al telefonino. Un atteggiamento che ha fatto saltare il tappo all’eroe dei motociclisti: si è avvicinato all’auto e garbatamente ha esclamato: «Non è un bell’esempio».
Ecco qui, il grave errore perché, per tutta risposta gli agenti lo hanno fatto accostare, gli hanno chiesto di favorire patente e documenti del mezzo per poi fargli un controllo accurato fino a trovare il motivo per cui multarlo: «Circolava in condotta del succitato motociclo che era munito dello pneumatico posteriore usurato oltre il limite consentito». Fanno 78 euro. Benvenuto, presa carta e penna ha scritto al comandante della polizia municipale: «E la loro violazione? Forse non della norma ma del buon gusto e della buona educazione - scrive Benvenuto nella lettera -.Soprattutto Le chiedo se non si può far cessare questi comportamenti strafottenti che al normale cittadino costano caro, molto caro». Fanno 78 euro.

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