Moretti acquista treni per i pendolari Alta velocità in coda

Dopo aver avviato una ricapitalizzazione che porterà, attraverso il conferimento di asset per 2 miliardi, il capitale di Trenitalia a 3 miliardi, le Ferrovie si apprestano ad acquistare un nuovo parco di treni per il trasporto regionale: Mauro Moretti, ad delle Fs, annuncerà oggi un bando di gara «kolossal» da 2 miliardi di euro, rivolto all’industria internazionale. L’ultimo acquisto di treni regionali risale ai primi anni Duemila: 200 «Minuetto» della francese Alstom. La gara riguarda oggi un acquisto molto più importante, articolato in locomotori e carrozze, ma che non raggiunge i mille nuovi treni indicati nel piano industriale. La tesi delle Ferrovie è che un ordine più massiccio si giustifica con un aumento delle tariffe, che nel trasporto locale sono bloccate a 11,8 centesimi per passeggero chilometro, contro i 20 della Francia e i 22 della Germania, quando il trasporto extraurbano su gomma già oggi è a quota 15,5. Moretti chiede 14,5-15 centesimi.
Per antica tradizione le Ferrovie acquistano i treni in proprietà: per questo è stato necessario aumentare il capitale e, con esso, i ratios patrimoniali che possano garantire un indebitamento maggiore dei 6 miliardi di oggi. Il finanziamento sarà bancario: non risulta che in questa occasione venga rinnovato il modello di acquisizione, ricorrendo, per esempio, al leasing come fanno le società private (leggi: Ntv, per l’Alta velocità) o, in altro settore dei trasporti, le compagnie aeree.
I nuovi treni andranno ad aumentare la disponibilità delle Ferrovie, che nel frattempo hanno sottoscritto i contratti di servizio con quasi tutte le Regioni. Lo schema introdotto da Moretti è il seguente: le Regioni decidono quale tipo di servizio vada svolto nei propri territori, e scelgono tipologia dei treni, orari, frequenze. Le Ferrovie mettono a disposizione il proprio «catalogo» di convogli e servizi, e la Regione paga la fornitura. La gran parte delle Regioni ha sottoscritto i contratti con le Ferrovie, per la durata di 6 anni (considerato un arco temporale sufficiente a programmare gli investimenti). Il solo Piemonte è stato finora restio nel sottoscrivere il contratto con le Fs, e ha annunciato che bandirà una gara internazionale per il trasporto regionale su ferro. Negli ambienti Fs si commenta: «Vedremo chi parteciperà, visto che le tariffe italiane sono tra le più basse d’Europa».
La gara che viene annunciata oggi è importante anche per un altro aspetto: sblocca, di fatto, un’altra gara, quella per i treni ad Alta velocità. Essa, più volte annunciata per un valore complessivo di circa 1,5 miliardi (che dovrebbero corrispondere a una cinquantina di treni), poteva essere bandita contemporaneamente o addirittura prima di quella per i treni regionali: ma sarebbe stato ben poco opportuno privilegiare il trasporto «business» rispetto a quello pendolare. Ora, invece, sarà più agevole e meno sottoposto a polemiche presentare al pubblico una gara per il segmento più avanzato e redditizio; il bando dovrebbe essere reso pubblico al massimo entro un paio di mesi, prima comunque del 14 dicembre, giorno in cui entrerà in esercizio l’intera linea Torino-Salerno (con il completamento della Milano-Roma, finalmente percorribile in tre ore, che sarà servita da 44 coppie di treni al giorno, 88 in tutto).
Ma per l’Alta velocità sta scaldando i motori anche Ntv, la società privata (Montezemolo, Della Valle, Ferrovie francesi, Intesa Sanpaolo e altri) che ha già ordinato all’Alstom 25 treni Agv (l’evoluzione del Tgv), in consegna nel 2011. Si assisterà a un paradosso: sulla rete costruita dalle Ferrovie si faranno concorrenza da un lato i Frecciarossa delle Fs (gli Etr 500) che sono treni concepiti vent’anni fa, dall’altro i fiammanti Agv di ultima generazione, appartenenti a Ntv. Se la gara per i nuovi treni Fs sarà bandita a fine 2009, infatti, difficilmente i convogli possano essere consegnati prima del 2012-2013.

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