Cena amara, a dir poco, per unagente penitenziaria del carcere femminile di Pontedecimo, che si è trovata nel piatto della mensa un moscone e del terriccio insieme alla verdura cotta. A denunciare lincrescioso episodio è il collega Fabio Pagani, segretario regionale della Uil penitenziari che racconta come la donna si sia poi sentita male, a causa del fatto che si è accorta dellintruso dopo aver cominciato a masticare. Di qui i malori e la nausea che sono durati per tutto il successivo turno di lavoro. Oltretutto nel carcere non vi era un medico, figura del tutto assente dalle 18 alle 7 del mattino. «Una grave lacuna - spiega Pagani -, in questo, come in casi più gravi. Ma comunque la collega non ha potuto ricevere alcun farmaco che le consentisse di eliminare la nausea che laveva colpita. Ma le storie di animali non finiscono qui. Dopo i gabbiani che avevano aggredito gli agenti penitenziari di Marassi, nel secondo caso parliamo di una lepre che una signora non si è trovata a sorpresa nel piatto (di questo sarebbe stata certo più contenta) bensì davanti alla macchina mentre stava percorrendo a velocità sostenuta lautostrada A7. Era il maggio 2002 e per evitare lanimale la signora ebbe un grave incidente finendo fuori strada e rimanendo gravemente ferita. Per quellincidente il tribunale civile di Tortona ha condannato la Milano-Serravalle-Milano Tangenziali Spa a risarcirle il danno patrimoniale e non, con quasi 37.
000 euro oltre la rivalutazione monetaria e gli interessi maturati. Secondo il giudice, la presenza della lepre sulla sede autostradale sarebbe dipesa da una inefficiente e scarsa manutenzione dei presidi che devono isolare lautostrada.Mosconi nella cena, lepre in autostrada
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